L’AQUILA – “Avevo realizzato 20 eventi per il decennale: 2 manifestazioni al mese a partire da marzo, che si sarebbero concluse a dicembre. Ad oggi sapete tutti che il nuovo assessore alla Cultura, ovvero il sindaco dell’Aquila, con un milione di euro del Ministero per i beni e le attività culturali a disposizione e 500 dipendenti, non ha organizzato alcun evento, siamo quasi a luglio e mezzo anno è andato”.
Ad attaccare il primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, facendo il punto sulle manifestazioni organizzate o non organizzate per ricordare i 10 anni dal sisma del 2009, è l’ex assessore alla Cultura e al Turismo, Sabrina Di Cosimo, defenestrata il 13 febbraio scorso dal primo cittadino “per comportamenti poco consoni”.
Nella “seconda puntata” della conferenza stampa “sulla sua verità”, Di Cosimo ha ricordato come “l’assessore alla Cultura lavorava in maniera incessante”, sottolineando il lavoro svolto durante il suo mandato, seppur breve, e mostrando gli obiettivi strategici dell’Assessorato, “poi rubati da Biondi, con un copia-incolla”, dopo averle “rubato” anche la delega.
L’ex assessore, mostrando una sua foto con il sindaco, scattata durante la campagna elettorale di due anni fa, ha ammesso: “Io in quell’uomo ci credevo”, poi si è rivolta direttamente a Biondi, “sei stato solo un grande bluff”.
“A fine novembre dell’anno scorso – ha detto l’ex componente dell’esecutivo comunale – ho indetto un bando, con scadenza il 18 dicembre, rivolto a tutte le associazioni e istituzioni culturali per l’organizzazione degli eventi per il decennale del sisma 2009”.
A quel bando hanno risposto molte realtà aquilane: “abbiamo ricevuto 66 progetti e poiché a gennaio era in programma la discussione sul bilancio di previsione, con il mio Assessorato e i miei obiettivi strategici ho chiesto, insieme al mio dirigente, 500 mila euro in bilancio per poter sostenere i progetti. Sapevo che i fondi Restart per la Cultura ammontavano sui 400 mila euro, quindi i soldi c’erano”, ha proseguito.
Di Cosimo si è inserita a gamba tesa nella polemica sulla nomina del maestro aquilano e suo caro amico Leonardo De Amicis, che aveva fortemente voluto, “contro molti”, come direttore artistico della scorsa edizione della Perdonanza celestiniana, evento clou dell’estate del capoluogo, che consegna la città alla ribalta nazionale ed internazionale.
In un quadro di confusione tra le iniziative per il Decennale e l’organizzazione dell’edizione 2019 della Perdonanza, le opposizioni in Consiglio comunale hanno denunciato, nelle scorse settimane, “una palese e costante violazione delle regole che l’amministrazione stessa si dà”.
De Amicis è stato riconfermato proprio nei giorni scorsi alla guida dell’organizzazione della Perdonanza e gli è stata affidata la direzione artistica anche di un altro grande evento: I Cantieri dell’immaginario.
In una nota, però, i consiglieri comunali del Passo Possibile hanno sollevato dubbi sulla legalità del bando per la scelta del direttore artistico, poiché De Amicis è stato ammesso e valutato positivamente dalla commissione giudicante con un punteggio che lo fa posizionare secondo in graduatoria, “sebbene possieda solo il diploma di maturità artistica conseguito al Liceo Musicale, titolo non ritenuto valido per concorrere al Bando che richiedeva il possesso del diploma di Conservatorio o della Laurea”.
Inoltre per quanto riguarda il bando relativo alla direzione artistica del Decennale il Comune ha deciso di annullare l’impegno di spesa di 30 mila euro destinato al progetto, dunque, nessuna figure è stata nominata per le iniziative legate ai 10 anni dal terremoto.
Ne è nato un botta e risposta tra il sindaco e i consiglieri di opposizione, che la Di Cosimo nell’incontro ha voluto commentare, ascoltando un’intervista di Biondi: “il primo cittadino ha provato a ‘buttarla in caciara’ prendendosela con l’opposizione, ha provato a cambiare le carte in gioco, a dire che i consiglieri di sinistra sono ‘brutti e cattivi’ perché non vogliono De Amicis. No sindaco – ha detto l’ex assessore, rivolgendosi al primo cittadino – loro se la prendono con te, perché hai fatto un bando per far vincere chi volevi tu e quando questo non è accaduto hai fatto finta che non ti serviva più”, ha concluso. (a.c.p.)






