L’AQUILA – “I giovani sono il nostro futuro. Può sembrare una banalità, ma in una città in ricostruzione, in cui oggi vengono prese le scelte strategiche che condizioneranno i prossimi decenni, avere una capacità di visione non ristretta al breve periodo è fondamentale”.

Lo ha detto il candidato sindaco dell’Aquila della coalizione di centrosinistra Americo Di Benedetto, durante un incontro con la stampa dedicato al tema della sicurezza scolastica, parlando dell’esigenza di edifici sicuri per gli alunni che a settembre riprenderanno le lezioni.

“Al centro della nostra visione devono quindi porsi necessariamente i cittadini di domani – ha aggiunto Di Benedetto – che in virtù di queste scelte potranno decidere di rimanere all’Aquila”.

“Il luogo di crescita delle nuove generazioni, ovvero la scuola, è oggi una criticità attuale, che dovrà essere affrontata con scelte che contemperino le esigenze imminenti, da qui a settembre, ma impostando il lavoro di ricostruzione in modo da poter intercettare tutte le opportunità che la ricostruzione offre”.

“Sugli edifici scolastici, scontiamo un ritardo strutturale nella programmazione dei lavori – ha ammesso – e nella collocazione e nella cantierizzazione dei progetti di riparazione e adeguamento degli edifici. Questa realtà ci porta a dover intraprendere azioni determinate sul tema”.

“Il prossimo mandato, sarà decisivo in tal senso. La ricognizione puntuale degli indici di vulnerabilità, in buona parte effettuata, adesso consentirà di procedere con la calendarizzazione degli interventi in modo celere e con gli strumenti amministrativi più veloci possibili”.

“Un primo passo importante da intraprendere – ha affermato Di Benedetto – è l’individuazione di principi omogenei e univoci per la valutazione dell’indice di vulnerabilità, in modo da poter impostare il lavoro di ricostruzione”.

“È già al vaglio della Regione l’affidamento a Re Luiss di un incarico per la standardizzazione del processo di verifica della vulnerabilità degli edifici”, ha aggiunto parlando del liceo Cotugno. “La legge ci dice che, sulle nuove edificazioni, il grado di vulnerabilità sismica deve essere equivalente al 100%, soglia difficilmente raggiungibile sulle ristrutturazioni, dove si attesta al 60%, soglia prevista anche per le civili abitazioni”.

“Per L’Aquila questo è un limite che si può superare”, ha auspicato, “su impulso del Comune è già in corso un’interlocuzione per l’aumento dei fondi, affinché il grado di vulnerabilità sismica delle scuole della città si attesti a un valore non inferiore all’80%”.

Saranno individuati parametri certi e omogenei che, ha spiegato, “consentiranno di valutare il rapporto tra la massima sicurezza ottenibile con gli interventi edilizi e l’economicità delle ristrutturazioni in alternativa all’abbattimento e ricostruzione degli edifici. Infine non possiamo eludere la problematica della continuità dell’attività scolastica in costanza dei lavori”.

“Sarà varato un piano di riuso dei Musp esistenti – ha aggiunto – per accogliere gli studenti durante i lavori che interesseranno l’adeguamento sismico delle scuole, al fine di garantire il massimo della sicurezza a tutti gli studenti durante lo svolgimento dei necessari lavori. Il Comune sino ad oggi ha già iniziato le procedure per la cantierizzazione della scuola di Arischia, anche quella di Paganica è alle battute di avvio e sarà collocata nelle aree polivalenti del progetto C.a.s.e.”.

Il candidato sindaco del centrosinistra ha affrontato anche il tema dell’atto programmatorio per il riassetto dei Poli scolastici della città del 2015, “che è basato su un’analisi prospettica dei flussi studenteschi che indica che la popolazione si è spostata dal pre terremoto ma che non è diminuita. Tale piano prevede di individuare nuove aree di sedime per quelle scuole che, in base all’attuale normativa non è possibile ricostruire sullo stesso sito, in particolare saranno oggetto di ricollocazione in terreni di stretta vicinanza le scuole di Coppito, Santa Barbara, Paganica e Sassa”.

“Un chiaro esempio di applicazione di questi principi – ha speicificato – è la scuola di Sant’Elia, che sarà accorpata al polo scolastico di Gignano nell’area della fondovalle Gignano S.Elia, completando peraltro le opere di urbanizzazione e di collegamento viario tra le due frazioni, si stima che i lavori in questo caso saranno completati entro i prossimi 5 anni”.

“Intendiamo rafforzare il rapporto con la Provincia e creare le necessarie sinergie operative, affinchè la stessa cura che metteremo nella ricostruzione delle scuole d’infanzia, degli asili, delle elementari e delle medie inferiori sia posta anche sugli edifici delle scuole superiori”, ha concluso.