L’AQUILA – “Non ne sapevo nulla, andrò a verificare personalmente”.
Chiamati da AbruzzoWeb, lo dicono in coro due assessori del Comune dell’Aquila, Alfredo Moroni (Lavori pubblici) e Pietro Di Stefano (Ricostruzione) riguardo la situazione in cui versa una delle fontane più care agli aquilani, quella dell’angelo muto a piazza Palazzo, nel cuore del centro storico terremotato.
Uno situazione che di certo non passa inosservata, data la condizione di degrado e abbandono in cui versa da mesi.
Chili di calcinacci ammucchiati nella vaschetta, brandelli di intonaco, pezzi di cemento ed erbacce rendono irriconoscibile il ‘faccione’, che soffoca nell’incuria e rischia di essere preda di vandali, come già successo nel 2000 quando qualcuno lo aveva rubato.
Nell’attesa del sopralluogo ‘istituzionale’ degli assessori, dopo il quale questo giornale chiederà loro di nuovo che cosa intendono fare di quella fontana, i cittadini sperano almeno in quello promesso dal sindaco Massimo Cialente che aveva garantito nelle scorse settimane l’invio di una squadra per risolvere il problema “non emergenziale”, come lui stesso lo aveva definito.
La ricostruzione richiederà anni e ci sono priorità da rispettare, è vero, ma ugualmente esistono tanti pezzi di storia aquilana da proteggere e salvaguardare. Previo sopralluogo, ovviamente.




