L’AQUILA – Tra gli impegni quasi quotidiani necessari a non cancellare la memoria della città priva dei segni del sisma, spicca sicuramente quello di mostrare agli occhi altrui immagini, dipinti, ritratti e vecchie foto dell’Aquila che fu.

La pagina Facebook ‘L’Aquila de ‘na ‘ote’ (‘L’Aquila di una volta’ per i profani) fa parte di quel gruppone di pagine in rete dedicate alla storia per immagini del capoluogo abruzzese, e con più di 2.600 ‘mi piace’ si sta consolidando in rete con una raccolta piena di storia, di ricordi, capace di spezzare il cuore agli utenti di Internet, aquilani e non, che possono così tuffarsi nell’universo di una città che non esiste più e vedere, inoltre, come certi orrori urbanistici abbiano compromesso parecchi angoli di bellezza cittadina ben prima che il signor sisma ci mettesse del suo. 

L’Aquila e l’Italia intera avevano caratteristiche da cartolina, senza trucchi e senza inganni, ma sono state sfigurate con il passar del tempo e l’assopirsi comatoso della cultura intesa come bellezza.

Dunque, in attesa di un segnale positivo dalle stanze del potere, quelle dove spesso si decidono interventi di distruzione del bello, ci si trastulla per non disperarsi del tutto con le immagini di una città nata con addosso la maledizione del sisma e diventata adulta con l’etichetta di città d’arte italiana.

Peccato che più di qualcuno non se ne sia mai accorto. Roberto Santilli

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