L’AQUILA – “Il Comune dell’Aquila rischia il dissesto finanziario: come un allocco, il sindaco Cialente ha acquisito dalla Protezione civile la proprietà di tutti gli alloggi del progetto C.a.s.e., firmando la presa in consegna senza chiedere soldi allo Stato per la gestione e senza attendere il collaudo definitivo. Ora ci sono 5 mila isolatori sismici che non omologati né omologabili per un danno da 10 milioni di euro, chi paga?”.
Così il consigliere comunale dell’Aquila di opposizione Giorgio De Matteis ha denunciato questa mattina la vicenda delle “molle” alla base delle palazzine delle 19 “new town” che dovrebbero rendere resistenti al terremoto i 4.500 alloggi antisismici costruiti dopo il 6 aprile 2009 ma che, attraverso un’inchiesta giudiziaria, che ha già portato alla condanna di un imputato con il rito abbreviato, in buona parte sono state accertate come difettose e in alcuni test di laboratorio si sono addirittura spezzate.
Dopo la condanna con il rito abbreviato a 1 anno di reclusione per Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento di costruzione degli alloggi presso la Protezione civile, il Comune, che si era costituito parte civile nel processo, ma che non ha ricevuto alcun risarcimento danni, ha appellato la sentenza, chiedendo 100 mila euro di provvisionale, il rimborso subito esecutivo che non attende i tempi lunghi della giustizia civile.
Inoltre, attraverso una lettera dello scorso maggio dell’avvocato comunale Domenico De Nardis e dello stesso primo cittadino, Massimo Cialente, l’amministrazione ha scritto alla procura regionale della Corte dei conti, evidenziando un danno erariale milionario per la spesa avventata e per la futura sostituzione delle molle che si renderà necessaria.
Ma per De Matteis “questo significa portarsi avanti per non cadere indietro! Il danno non è stato prodotto dalla Protezione civile – sbotta – ma da un’amministrazione che, in maniera superficiale, ha acquisito senza rendersi conto di quello che faceva, e dico un eufemismo. Non basta scrivere alla Corte dei conti per sgravarsi dalle proprie responsabilità”.
Per chiedere risposte formali alla maggioranza, Gdm e i suoi hanno chiesto una nuova convocazione della commissione di Garanzia e controllo, presieduta da un esponente dell’opposizione, Raffaele Daniele, con il quale l’ex vice presidente del Consiglio regionale è da tempo in polemica, sebbene in teoria appartengano allo stesso partito, l’Unione di centro.
Non meno importante è il rischio sicurezza. “Quegli aggeggi sono da sostituire, i cittadini al sicuro o no? – si chiede – Per un balcone crollato ne abbiamo sequestrati 800, ma gli isolatori sono sicuri? Spero di sì, altrimenti non so che cosa succederà”.
Oltre alla condanna di Dolce con il rito abbreviato, altri due imputati attendono il processo con il rito ordinario che comincerà solo nel 2015, a 6 anni dal sisma, con un concreto rischio di prescrizione. Si tratta di Gian Michele Calvi, direttore dei lavori, e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici, la Alga Spa, i cui isolatori vengono contestati dai consulenti dei pm. Alberto Orsini



