L’AQUILA – Una città sicura e intelligente con la speranza nel volto dei cittadini.

È questo il profilo dell’Aquila post-terremoto restituito dalla tavola rotonda “Ricostruzione pesante possibile” in occasione della costruzione ex novo dei palazzi ai numeri civici 26, 28, 30 di via Francia a Pettino, classificati con la lettera “E” e abbattuti dopo la devastante scossa del 6 aprile 2009.

Moderato dal giornalista Angelo De Nicola hanno partecipato al dibattito, ospitato da una tensostruttura a pochi metri dall’unico cantiere, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’assessore Comunale Vincenzo Rivera, entrambi uscenti, il presidente dell’Ance, Gianni Frattale, e il presidente Coop Costruzioni, Luigi Passuti.

Affidati alla ditta Coop Costruzioni di Bologna, i lavori sono partiti lo scorso novembre e la fase iniziale di demolizione dei tre condomini è durata qualche mese.

Per la restituzione ai proprietari dei 24 appartamenti, 8 ogni palazzo, occorrerà attendere almeno un anno, massimo un anno e mezzo.

Un progetto di demolizione-costruzione che ha trovato in molti d’accordo soprattutto per la convenienza economica dei lavori e la sicurezza delle abitazioni come spiegato dal direttore commerciale della ditta bolognese, Fabio Piancastelli.

“Ogni fabbricato – dice – ha il costo di 1,9 milioni di euro quindi bisogna moltiplicare il tutto per tre (5,7 milioni di euro il totale, ndr). La convenienza nell’appalto dei 24 appartamenti è stata quella di mettere su un unico cantiere, la scelta è stata deliberata in via autonoma dai proprietari per l’offerta competitiva. Bisogna dire che la competenza è anche in termini strettamente tecnici perché il prodotto vedrà le migliori tecnologie vedi la classe ‘A’, il confort e il risparmio energetico”.

I dettagli tecnici sono affidati al consulente del gruppo progettisti Luigi Petti, che tiene a precisare che le strutture avanzate e all’avanguardia in Italia possono essere applicate dal 2003, costituendo sulla carta una struttura con procedure da considerare ordinarie. “L’innovazione – spiega – sta in un filtro che si realizza su una base che mitiga l’effetto sismico che consente di salvare la struttura dal danno e il proprio contento; inoltre c’è la possibilità di vantaggio economico che costa quanto una struttura ordinaria”. 

Soddisfatto dell’operazione a costo zero, con il totale indennizzo dei contributi (primo abbattimento in periferia che segue questo iter), il sindaco Cialente, dopo essersi intrattenuto con i tecnici, sottolinea quanto sia importante ricostruire in sicurezza. “Oggi – afferma  è una giornata importante. Ritengo manchi il fatto di ricostruire con intelligenza, con classe ‘A’ una smart city. L’auspicio è che tutte le case, secondo le possibilità, vengono ricostruite in sicurezza che siano edifici periferici o del centro storico. Bisogna offrire ai progettisti la possibilità di decidere”.

Tutti d’accordo su un altro tipo di abbattimento, quello dei tempi burocratici che, al momento, rappresenta il principale nemico della ricostruzione.