L’AQUILA – “È stato raggiunto l’apice dell’essenza dell’aiutare il prossimo”.
È quanto si legge in un post della Croce Bianca dell’Aquila, intervenuta la scorsa settimana nell’intervento di recupero a Mascioni di Campotosto del corpo di Pierino Arcieri, 85 anni, che era scomparso giovedì sera.
L’uomo, secondo una prima ricostruzione, sarebbe scivolato in un dirupo e avrebbe perso conoscenza dopo aver battuto la testa nei pressi di un corso d’acqua.
Per le ricerche dell’uomo, la Prefettura dell’Aquila aveva attivato la macchina dei soccorsi: Vigili del fuoco, Carabinieri, Protezione civile, la squadra del Soccorso alpino militare del Nono reggimento del capoluogo abruzzese.
“Tutti insieme per un unico obiettivo: cercare di riportare una persona in difficoltà ai propri cari e ci siamo riusciti. Purtroppo non nelle condizioni che speravamo – scrivono dalla Croce Bianca – Quello che è emerso però è stato un grande lavoro di squadra effettuato da tutti, ormai non si vedevano più distinzioni di compiti ma tutti facevano tutto per riuscire a compiere la missione alleggerendo il carico al compagno e nel minor tempo possibile. Empatia, sensibilità, forza fisica e morale, senso di appartenenza, ma soprattutto sinergia; questi sono gli aggettivi che sono emersi ed è emozionante sapere che se ci si mette insieme si è capaci di fare l’impossibile. Il recupero è stato veramente complicato, ma quando siamo arrivati ai mezzi non c’era nessuno più stanco di un altro ma eravamo tutti nelle stessa situazione il che vuol dire che si è fatto bene”.
Per il recupero, infatti, da quanto apprende AbruzzoWeb, sono stati fatti 5 chilometri a piedi in terreno impervio, tanto che per riuscire a raggiungere il corpo è stato necessario tagliare alcuni rami e passare in mezzo a un ruscello.





