L’AQUILA – “I lanci di agenzia di questo pomeriggio che riguardano i vari aspetti legati alla rivisitazione delle procedure e ai costi relativi al recupero dello stabile, sede della Questura e della Polizia Stradale a L’Aquila, impongono al Siulp di precisare alcuni aspetti che incidono direttamente sulla sicurezza dei cittadini e dei contribuenti aquilani”. È quanto afferma il segretario provinciale del Siulp Fabio Lauri che aggiunge:
“La questione del ‘nuovo’ affidamento dei lavori, diretto per quanto ci consta dal Provveditore alle Opere pubbliche, ingegner Carlea, da poco subentrato al suo predecessore, ha di fatto interrotto e stravolto l’iter già avviato dal precedente Provveditore, secondo il quale nel corrente mese di febbraio 2011, la città avrebbe di nuovo avuto, dopo il fatidico 6 aprile 2009, parte della sede istituzionale cittadina della Questura e della Polizia Stradale”.
“Proprio in questi termini ed in questa ottica, il Siulp, unitamente al Sap, nella loro veste di Rappresentanti per la Sicurezza, hanno già inoltrato nei giorni passati, formale istanza di accesso agli atti amministrativi presso il Provveditorato delle Opere Pubbliche, riguardanti le procedure adottate per la ristrutturazione dell’edificio strategico”.
“Le voci di un affidamento dei lavori al massimo ribasso che ormai circola da giorni negli ambienti della Questura e oltre, ci interessa almeno sotto tre aspetti: come poliziotti tutori della legalità; come Rappresentanti per la Sicurezza dei lavoratori e come cittadini contribuenti”.
“Dopo quasi due anni dal sisma, la Questura non solo risulta essere l’unica istituzione lasciata allo sbando, senza sede, senza risorse e senza uomini grazie ai tagli sul capitolo sicurezza dei Ministri Tremonti e Brunetta (si va avanti solo grazie al contributo dei colleghi aggregati per grazia ricevuta da altre province), ma l’ aspetto che più ci lascia sgomenti e imbarazzati, è l’interesse mostrato dai vertici della Polizia di Stato alla questione del capoluogo abruzzese”.
“I poliziotti aquilani, dopo essere stati presi in giro per ventitré mesi, assistono impotenti e inascoltati al pietoso spettacolo di smarrimento in cui versa l’Amministrazione di Pubblica Sicurezza, la quale a quasi due anni è ancora in attesa che qualche ‘buon samaritano’, spinto chissà da quale intento, offra uno stabile, anche in zona rossa, magari con l’accesso da un vicolo pericolante e transennato, basta che sia a costo zero, per frazionare la Questura e la Polizia Stradale non più in tre fortunose sedi, ma in quattro, rendendo il già difficile lavoro praticamente impossibile!
Altre amministrazioni (vedi Anas e le altre Istituzioni), hanno fatto scuola nel dimostrare l’interesse verso la città dell’Aquila, verso la sicurezza del proprio personale e nel saper ricondurre l’emergenza alla normalità”.
“Speriamo che qualcuno venga colto da una necessaria quanto improbabile voglia di ben amministrare anche la sicurezza all’Aquila”.






