L’AQUILA – A due mesi esatti dall’occupazione del Map (Modulo abitativo provvisorio) di Paganica, l’odissea di Francesca Bellaprima e delle sue due figlie non è ancora finita.
L’alloggio che lo scorso 20 luglio le era stato assegnato dal Comune, reperito insieme ad altri appartamenti attraverso un bando comunale, non aveva tutte le carte in regola per essere assegnato. Secondo quanto si è appreso, mancherebbe il certificato di abitabilità.
Fatto sta che Francesca, dopo due mesi, si trova ancora nel Map in cui è entrata lo scorso 25 giugno forzando la serratura di una finestra, spinta dalla disperazione di non avere un tetto da dare alle sue bambine. “Il 21 luglio ho firmato il contratto per l’appartamento – racconta con sconforto ad AbruzzoWeb – ma oggi sono ancora qui, senza una casa e senza nessuna certezza. Nel frattempo non so dove segnare la piccola a scuola, se qui a Paganica o a Gignano, dove si trova l’appartamento che mi hanno assegnato”.
Dopo l’occupazione del Map, Francesca ha preso un lungo periodo di aspettativa a lavoro, presso una ditta di pulizie. “Sono due mesi che non prendo lo stipendio – dice – Ho bisogno di risposte dall’amministrazione. Almeno mi diano le chiavi di questo Map, così io e le mie figlie non siamo costrette a entrare e uscire dalla finestra”.
Continua a dormire in macchina da mesi anche Gianluca D’Amore, 38 anni, ex compagno di Francesca e papà della figlia minore, che ne ha 7. Prima del terremoto l’uomo viveva con Francesca a Preturo, ma, non essendo nello stesso stato di famiglia, dopo la rottura con la donna è rimasto senza casa, come la sua ex compagna.
Ancora da chiarire anche la situazione dei genitori di Francesca, Carmela Guardo ed Euplio Bellaprima, che il giorno stesso in cui la figlia ha occupato il Map, si sono incatenati davanti alla sede del Comune per protestare contro il fatto che l’appartamento dove abitavano i due è stato venduto a un nuovo proprietario che ha deciso di non rinnovare l’affitto alle condizioni pre-sisma. (e.m.)
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