L’AQUILA – Sono tre gli ordini del giorno presentati all’Aquila da maggioranza e Terzo polo al Consiglio comunale straordinario sulle tasse.
La seduta, che si tiene a palazzo dell’Emiciclo, si è aperta con un minuto di silenzio in memoria delle morti bianche di Barletta, mentre il consigliere del gruppo misto Pasquale Corriere ha proposto di tenere un Consiglio comunale a Bruxelles per sensibilizzare l’Ue sul problema della zona franca.
Fuori dal palazzo del Consiglio regionale, intanto, si sono raccolti una ventina di occupanti dell’asilo di viale Duca degli Abruzzi che protestano dopo che l’amministrazione comunale ha staccato la luce all’edificio.
Il primo ordine del giorno è finalizzato alla richiesta di una proroga di sei mesi delle tasse sospese dopo il sisma e un abbattimento del 60 per cento delle somme da restituire così come avvenuto per Umbria e Marche. La somma necessaria per la copertura della proroga è di 150 milioni di euro.
Il secondo documento è finalizzato alla ripresa delle attività economiche e produttive dell’Aquila. Viene richiesto, infatti, il credito d’imposta per due anni relativo a tutti gli oneri fiscali e contributivi per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato per ogni azienda che già opera o che si vuole insediare nel territorio. Chiesto, inoltre, il finanziamento del contratto di programma Alenia Thales e del contratto di programma con Menarini relativo ad ampliamenti produttivi ed occupazionali, sostegno all’infrastrutturazione di siti industriali.
L’ordine del giorno, inoltre, chiede l’inclusione di circa mille lavoratori della Provincia dell’Aquila tra coloro che vengano esentati dai provvedimenti relativi allo slittamento di un anno delle finestre pensionistiche (i quali, in virtù di accordi sindacali sono usciti dalle aziende dell’aquilano con la certezza che, attraverso la mobilità, avrebbero raggiunto la pensione e che oggi si troverebbero con un anno non coperto).
Il terzo ordine del giorno, infine, è finalizzato al sostegno delle attività e delle istituzioni culturali cittadine. A tal proposito viene chiesto che il Governo predisponga un’addizionale di due punti di aliquota dl prelievo per il finanziamento di Arcus spa almeno per cinque anni (che passerebbe dal tre al cinque per cento) e di destinare questa addizionale interamente al territorio terremotato, secondo quanto stabilito dalla legge, che prevede che i fondi vadano a finanziare opere nell’ambito dei beni culturali e che si destinino fino al 20 per cento delle risorse per sostenere progetti ed attività culturali.
Chiesti, inoltre , un provvedimento con cui il ministero provveda a stabilire le modalità con le quali, nel modo più semplice e diretto, queste risorse possano essere devolute alla ricostruzione dei beni culturail aquilani e al sostegno delle istituzioni culturali e che proroghi di tre anni il decreto ministeriale che ha esentato le Istituzioni culturali aqiulane dagli adempimenti previsti per accedere ai finanziamenti statali.
Alla seduta hanno preso parte il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, l’onorevole del Pd Giovanni Lolli, il consigliere regionale del Pdl Luca Ricciuti, e numerosi presidenti e rappresentanti degli enti culturali cittadini.
Nel corso della seduta, inoltre, previsto l’intervento dei comitati promotori della legge di iniziativa popolare sul terremoto.
LOLLI: “ORDINANZA URGENTE PER PROROGA TASSE”
“Quella di oggi è un’occasione utile e importante. Molte cose ci uniscono e molte ci divideranno, soprattutto perchè tra un anno ci sarà un importante tornata elettorale. Questa comunità deve dare una prova di serietà, unendosi per ottenere una serie di provvedimenti utili. Sulla vicenda tasse: Mi risulta che siano in preparazione le cartelle gravate delle imposte per i lavoratori”. A dichiararlo è il parlamentare Pd Giovanni Lolli.
“Abbiamo ottenuto la restituzione delle somme relative a 15 mesi di tasse e oneri previdenziali non pagati in 120 rate e una serie di proroghe per far slittare il pagamento. Per l’ultima proroga non c’è stata, però, copertura: per questo il Mef si aspetta di avere entro la fine dell’anno il pagamento di 12 rate non versate. Per i redditi dipendenti e dei lavoratori autonomi arriverà una batosta, che si ripercuoterà sull’intera economia aquilana. Cosa si può fare? Bisogna fare richieste ragionevoli, in un momento in cui di evidente difficoltà, economica e politica, per il Paese: bisogna chiedere innanzitutto l’abbattimento delle tasse sospese così come per il terremoto di Umbria-Marche. Serve una proroga, che potrà arrivare solo attraverso un decreto legge ad hoc immediatamente, un emendamento alla legge sullo sviluppo O il milleproroghe a fine anno”.
“Si rischia, però, di ottenere la proroga del pagamento delle tasse sospese dopo l’inizio della restituzione. Perciò serve almeno un’ordinanza urgente, della durata di almeno due mesi, che consenta di arrivare a dicembre per poter poi avere il provvedimento finale di proroga”.
“Per il rilancio economico credo sia possibile utilizzare il Fas, così come fatto col Comune di Bussi al quale furono dati 50 milioni per la bonifica dei territori inquinati dalla discarica dei materiali nocivi delle industrie chimiche. I fondi devono essere finalizzati a progetti definiti, come gli accordi di programma Thales Alenia. Si può poi puntare ad avere detrazioni col credito d’imposta per le assunzioni a tempo indeterminato. Non sono cose che si ottengono da un giorno all’altro”.
“Il problema non è poi solo quello delle Istituzioni culturali, ma anche dei Beni culturali. La legge 77 non stanzia niente, ci si affidò alla lista nozze e non ha prodotto alcun risultato. C’è la società Arcus, la spa del Ministero che finanzia progetti per ripristinare Beni e attività culturali. Si può aumentare aliquota al 5 per cento, che vale 50 milioni euro annui per L’Aquila per finanziare Beni culturali e sostenere le Istituzioni culturali. Sono proposte concrete. Debbono essere chieste da una delegazione unitaria delle Istituzioni, sapendo che fare manifestazioni e lotte sono l’ultima cosa a cui pensano gli aquilani, ma se serve si può tornare in strada”.
“Sulla legge popolare quando ci sono più testi si riunificano: entro la seconda settimana di novembre verrà calendarizzata la legge sul terremoto”.
GENTILE (ATAM): “ISTITUZIONI CULTURALI ALLO STREMO”
“Le istituzioni culturali non sono più in grado di svolgere il ruolo”. E’ il grido d’allarme lanciato dal presidente dell’Atam, Enzo Gentile.
“E gravi problemi ci potrebbero essere anche per l’occupazione: ogni anno vengono prodotte 30mila giornate di lavoro. Ci siamo rivolte a tutti, anche al presidente del Senato, Renato Schfiani, a Bruno Vespa, all’assessore regionale Luigi De Fanis. Il Comune sta cercando di ridotare strutture che consentano alle Istituzioni di svolgere il proprio ruolo. Tsa ha presentato stagione, l’Atam lo farà tra qualche giorno. Ma gli spazi che abbiamo ci consentono di accontentare solo la metà delle richieste del pubblico. C’è ansia di cultura, ma anche di voglia di aggregazione, di stare insieme. Sono mesi che attendiamo di incontrare il Governo, la società Arcus. Cos’altro dobbiamo attendere?”.
ANNALUCIA BONANNI (COMITATO LEGGE POPOLARE TERREMOTO): “TESTO PDL E’ PRESA IN GIRO”
“La legge sul terremoto è una legge di tutti” ha dichiarato Annalucia Bonnani, del comitato promotore della legge popolare sul terremoto.
” Cinquantamila cittadini l’hanno sottoscritta ed è questo uno dei suoi punti di forza del progetto di legge. 250 parlamentari hanno firmato la legge che è arrivata in Parlamento. Oggi c’è una nuova proposta di legge del Pdl che è mortificante, sia per la tempistica sia per le modalità”.
” La legge del Pdl arriva in ritardo e ha comportato il rinvio della discussione in commissione. Invece di un confronto serio si fa propaganda: con la nuova legge si confermano le norme già esistenti. È un testo scarno, conferma il sistema commissariale, non c’è una riga sulla restituzione delle tasse che dovremo operare già da novembre. Siamo agli antipodi della legge popolare, che parla anche di prevenzione, ma il cui punto centrale è l’uscita dal sistema commissariale”.
“Sui Comuni si scarica il fardello più pesante, ovvero quello dell’assistenza alla popolazione. La proposta del Pdl è una presa in giro, uno schiaffo alla città. Serve una mobilitazione del Comune a sostegno della legge popolare”.
PERILLI (PRC): “MANCANO INTERLOCUTORI”
“Oggi qui non c’è nemmeno un commissario o un vice commissario – ha esordito il capogruppo Prc – Il Comune non ha interlocutori. Sulle tasse sospese: quei soldi hanno aiutato gli aquilani a sopravvivere. Chiedere tutti quei soldi in un solo colpo è offensivo”.
“A novembre dicembre molti aquilani dovranno restituire somme che vanno dai mille a duemila euro. Se i cittadini non avranno risorse, non spenderanno, aggravando un’economia allo stremo. Non si può arrivare sempre all’ultimo giorno. Entro il 20 ottobre i dipendenti dovranno comunicare quanti soldi dovranno restituire. La città dovrà mobilitarsi senza certezze, e occorre una mobilitazione che arrivi anche a Roma se necessario”.
BERNARDI: “IL LAVORO E’ PRIORITARIO”
“Ci si deve impegnare in maniera particolare sulle questioni del lavoro e dell’industria. – ha spiegato Giuseppe Bernardi, Sinistra per L’Aquila – Un cittadino può pagare le tasse o andare a teatro solo se ha un lavoro. La cassa integrazione e la mobilità sono aumentati. Molte persone che non avevano lavoro dopo il terremoto sono andate via, portando con loro le famiglie. È di queste cose che dobbiamo preoccuparci”.
“Bisogna seguire impegno su Thales e Alenia perché sono convinto che c’è un’azienda in Italia che può superare la crisi è Finmeccanica. Perché allora questo territorio che ha le potenzialità di far sviluppare Finmeccanica non si cura questa operazione con maggior attenzione. Mi aspetto qualche notizia in più sulla zona franca. Non si può avere tra 15 anni. Le aziende chiedono da domani che cosa fare ai dipendenti sulle tasse. Le aziende vogliono sapere come devono fare la busta paga. E lo vogliono sapere già da domani”.
D’ERAMO: “CONSIGLIO UNITO: CREARE UN MANIFESTO DELLA RICOSTRUZIONE”
“Per una volta il Consiglio comunale è unito e voterà provvedimenti per la città in maniera unitaria – spiega il capogruppo della Destra, Luigi D’Eramo – ma da domani sicuramente emergeranno nuovamente divisioni e spaccature. Bisogna dire basta al gioco al massacro. Non dobbiamo più subire l’onta di essere tacciati di incapacità perché altri alimentano spaccature e divisioni”.
” Da mesi assistiamo alla guerra tra architetti e ingegneri, affittuari contro i locatari, a chi è pro o contro la demolizione delle casette in legno. La città è spaccata perché c’è chi alimenta lo scontro. Noi dobbiamo dare un senso di grande maturità. Dobbiamo dimostrare di essere in grado su questioni come terremoto, tasse, tempi della ricostruzione, cultura, che al di là delle appartenenze è possibile stipulare patto d’onore non solo tra i partiti ma tra i partiti e i sindacati, lavoratori, parti sociali, associazioni datoriali. E stabilire che al di là di chi vincerà le elezioni, perché non neghiamolo gli scontri si acuiranno, dobbiamo tirar fuori un manifesto per la ricostruzione”.
“Dobbiamo dimostrare che tutta la città su questo punto è d’accordo. Poi ognuno avrà i suoi temi per la campagna elettorale”.
RICCIUTI: “SERVE PROROGA FINO AL 31 DICEMBRE 2012”
“Occorre ottenere una proroga fino al 31 dicembre del prossimo anno. – è quanto ha dichiarato il consigliere regionale Pdl Luca Ricciuti – Nelle Marche e nell’Umbria ci sono stati dieci proroghe (in realtà furono 20 ndc), una per ogni anno. Quel modello è stato una catastrofe”.
“Mandare via la Protezione civile – ha aggiunto l’esponente Pdl, parlando di progetti e rinascita della città – è stato un errore per la ricostruzione. Adesso serve l’unità delle forze della città, non è il momento delle divisioni. E se c’è qualcuno che si mette di traverso è ora che vada a casa”.
DE MATTEIS: “ZONA FRANCA AL PUNTO D’ARRIVO”
“Su alcuni temi – ha spiegato il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, è necessario, e lo dico da mesi, avere una discussione più costruttiva”.
“Ho chiesto al presidente del Consiglio comunale Benedetti di calendarizzare un incontro con i capigruppo e con l’assessore Fanfani sulle attività produttive con tutti i portatori di interessi per programmare il futuro”.
” Sulla zona franca dal punto di vista sostanziale siamo al punto d’arrivo. Ma la zona franca è un tassello per le attività produttive, riguarda piccole e piccolissime aziende. Ci sono grandi aziende che rappresentano eccellenze, come Technolabs o il distretto chimico farmaceutico”.
“Per questo l’incontro con capigruppo rappresentanti delle associazioni datoriali per pianificare come programma l’investimento di risorse, come i Fas. C’è poi l’ipotesi di usare una quota parte di fondi Cipe per investirli sull’esistente e sulle medie e grandi industrie”.
MANCINI: “LE MOZIONI NON SERVONO”
Il capogruppo Idv, Angelo Mancini, nel suo intervento ha parlato di “tre mozioni importanti. Il destino della città è stato segnato da un Parlamento che ha partorito una legge che garantisce fondi fino al 2032. Noi rispondiamo con tre mozioni, che non servono a nulla. Sono atti di indirizzo. Dicono cose giuste, ma non hanno alcuna forza. Né oggi né domani. La città deve essere mobilitata. E’ stata votata una mozione per ricostruire una parte del centro storico in un anno. Vergogna! Non c’è un cantiere in centro. Voglio vedere se il commissario Chiodi andrà via cosa verrà lasciato per la ricostruzione per questa città”.
CIALENTE: “NUOVA MANIFESTAZIONE A ROMA SE NECESSARIO”
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha preconizzato “una nuova manifestazione a Roma per la vicenda tasse se necessario”.
L’annuncio è arrivato nel corso del suo intervento nel quale ha esordito rispondendo al capogruppo Idv, Angelo Mancini, che ha messo in dubbio l’utilità del Consiglio comunale odierno.
“Noi oggi non facciamo passerella – ha detto il sindaco, Massimo Cialente – ma rappresentiamo le istanze una città capoluogo di Regione, che ha subito una tragedia gravissima. Che prende atto che a distanza di due anni e mezzo alcuni dei nodi da risolvere non sono stati risolti. E lo fa nell’unico modo, per il momento, in cui può farlo: votando un documento. Il Consiglio comunale rappresenta tutti i cittadini, i cittadini sono eletti e rappresentano tutti i cittadini. Chiederò un incontro ufficiale con il Governo su questi tre aspetti (tasse, economia e cultura”.
“È impossibile pensare che a novembre e dicembre vengano mangiate le tredicesime di dipendenti e salassi per gli autonomi. Le attività commerciali sperano di poter avere un minimo di disponibilità per poter sopravvivere”.
“Lo scorso anno sono state ricostruite le case A B e C, coordinate dal Comune. Oggi è tutto fermo, mentre un anno fa c’erano migliaia di operai. Questa area si può permettere di spendere più di cento milioni per pagare le tasse? Serve una proroga fino a dicembre prossimo. C’è il rischio che arrivi dopo che sarà iniziata la restituzione. Ed è necessaria una ulteriore sospensione fino a giugno per chiedere di essere trattati come gli altri terremotati”.
“L’Aquila è stato un grande palcoscenico: sono venuti cantanti, la nazionale, il G8. E oggi è tutto fermo. Sulle tasse l’unica soluzione è la proroga: la città non può sopportare che ricomincino le attività di riscossione di Equitalia”.
“La mia seconda proposta è: se non otteniamo la proroga entro il 10 novembre si va a manifestare a Roma, come è accaduto lo scorso anno. Il paese deve sapere che siamo stati abbandonati. Si va nuovamente a Roma. Spero di non riprendere le botte come nel luglio 2010”.
“Per l’economia: in Friuli si fecero prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese. Qui si sono fatte prima le case. Da febbraio 2010 non è stato fatto nulla per il rilancio produttivo dell’Aquila. Ci diano ciò che hanno dato agli altri: dal Molise al Friuli, al Belice all’Umbria-Marche”.
“Sulla zona franca: noi non ci dobbiamo prendere in giro. Fino a un paio di mesi fa, quando è andata una delegazione a Bruxelles in Europa hanno detto: ‘Non ne abbiamo sentito parlare, se non una volta dopo il sisma’. Dopodichè nessuno ha fatto più per niente per la zona franca. Io sono andato a Roma per chiedere la zona franca”.
“Bastava portare i dati del centro storico desertificato per ottenere la zfu. È servita una mia lettera per tornare a Bruxelles. Non è stato fatto ancora niente”.
“Per le attività culturali un ministro della Repubblica è venuto qui a rassicurare lo stanziamento di fondi Arcus. È passato un anno, nel corso del quale è stato difficilissimo per portare avanti le Istituzioni. Ora sembra che l’8 novembre verrà il Ministro Galan”.
“La legge del terremoto del Pdl la sta scrivendo Aiello della Protezione civile: va bene, alcuni provvedimenti sono condivisibili. Ma si vada alla discussione con grande serietà. Vorrei sapere, per esempio, qual è il fondo o la società che dovrà rilevare il patrimonio immobiliare del Comune. La legge prevede che Chiodi torni a fare il presidente della Regione. La Regione farà la Regione, il Comune farà il Comune e la Provincia farà la Provincia”.
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Oggi è arrivata una nuova pioggia di proposte per una nuova ordinanza. Delle cose folli, come la presentazione di una fiedjussione del proprietario per ottenere il contributo. Una follia, la confusione è totale. Basta con la gestione commissariale”.
Sulla legge regionale per i fondi per il sociale, annunciata da De Matteis: “Io sulla vicenda dei fondi Giovanardi non dirò nulla. Non commenterò. Ma nessuno si chiede una cosa: che fine hanno fatto i fondi di Giovanardi? Ho chiesto l’accesso agli atti per sapere per quali motivi progetti di altri hanno vinto e il Comune è stato escluso”.
“Ribadisco: chiediamo ciò che ci spetta. Se sulle tasse non arriveranno segnali andremo ad incontrare Letta, ma se necessario occorrerà una mobilitazione a Roma”.
(segue)
La musica a tutto volume è stata l’unica cosa che della protesta messa in atto dai ragazzi dell’asilo occupato è riuscita a entrare nell’aula consiliare del palazzo dell’Emiciclo, dove questo pomeriggio si è tenuto il Consiglio comunale straordinario sulle tasse.
L’amministrazione comunale non si è espressa in nessun modo sulla rumorosa manifestazione, sulla scia del “no comment” pronunciato questa mattina dal sindaco, Massimo Cialente, mentre la protesta si stava svolgendo davanti la sede del municipio a Villa Gioia, dove gli insorti, così come fuori la Villa comunale, hanno simbolicamente trasferito le attività dell’ex asilo come protesta per essere rimasti al buio dopo che è stata tolta la corrente elettrica alla struttura.
Il primo cittadino è passato davanti al gruppetto di manifestanti senza neanche degnarli di uno sguardo. Per far sentire la propria voce, allora, questi hanno alzato il volume dell’amplificatore e si sono messi a suonare, mentre dentro l’aula la seduta del Consiglio è andata avanti.
I simpatizzanti dell’asilo hanno ribadito al megafono le ragioni della loro protesta. “Sono due anni e mezzo che chiediamo spazi per i giovani e per tutta risposta ci togliete la luce – ha detto uno degli insorti – Cosa vi costava chiederci di pagare le bollette? Toglierci la corrente di fatto equivale a uno sgombero”.
Portando le attività davanti le sedi di Comune e Regione i ragazzi dell’ex asilo hanno voluto dimostrare che nella struttura occupata si facevano attività culturali importanti. Tra queste c’era anche il Cineforum, appuntamento fisso per i numerosi appassionati di cinema che ormai da mesi frequentavano la struttura occupata.
“La città ha risposto bene a questa iniziativa – ha spiegato Davide Desiderio, curatore del Cineforum – una volta sono venuti in 60 a vedere un film degli anni ’50 in bianco e nero. Da questa settimana saremmo partiti con due proiezioni settimanali, inoltre in programma c’erano anche incontri con registi importanti. Ma il Comune ci ha tolto la possibilità di andare avanti”. (e.m.)



