L’AQUILA – A “tradire” ieri nella seduta del consiglio comunale dell’Aquila, saltata per mancanza del numero legale, a causa dell’assenza di cinque consiglieri su venti della maggioranza di centrodestra, in primis due consiglieri dell’Aquila protagonista, Maria Luisa Ianni e Stefano Flammini. Ovvero del gruppo più giovane, nato sotto la regia del sindaco, Pierluigi Biondi, di FdI, assente perché volato alla volta del Giappone, all’Expo di Osaka.

Assenze che stanno creando forti tensioni in maggioranza e, si sospetta, per nulla casuali, ma che andrebbero lette come messaggi trasversali in vista delle nomine dei cda delle partecipate del Comune, Asm, la società dei rifiuti, in primis, ed anche per forti malumori sull’assestamento di bilancio.

Assenze che hanno fatto saltare intanto la nomina del presidente e la formalizzazione del collegio dei tre revisori dei conti per il triennio 2025-2028, e la proposta di deliberazione all’acquisizione al patrimonio comunale, dell’immobile ex Inam di via XX settembre, da abbattere per far posto ai tanto attesi parcheggi. Se ne riparlerà comunque alla prossima seduta che sarà convocata a breve dal presidente del Consiglio Roberto Santangelo, di Fi.

Assente ingiustificato anche Daniele D’Angelo, capogruppo di Forza Italia, come pure perché ancora in ferie, Katia Persichetti, di Fratelli d’Italia, moglie dell’ex assessore e presidente della Gran Sasso acqua, Alessandro Piccinini. Assente anche il capogruppo della Lega, Daniele Ferella.

La vicenda ha provocato la veemente reazione del centrosinistra che ha accusato il centrodestra di aver dato un “desolante spettacolo”, di essere vittima di “liti interne per la nomina del presidente dei revisori dei conti”, tanto che “hanno preferito rimanere in vacanza e far mancare il numero legale”.

Tutti i capigruppo del centrodestra hanno risposto con una nota, in maniera oltremodo inusuale, addossando all’opposizione la colpa di non aver garantito il numero legale, che solitamente dovrebbe assicurarlo la maggioranza.

Poi però, in camera caritatis, il non certo banale incidente politico sta creando nel centrodestra imbarazzo e tremendi sospetti di trame occulte, in particolare negli ambienti vicini a Biondi, proprio per le due assenze nel suo gruppo di fedelissimi di L’Aquila protagonista, di cui il sindaco ha favorito la nascita e il potenziamento fino sei componenti (oltre ai citati, Luigi Faccia, l’ex Lega Alessandro Maccarone, gli ex forzisti, dopo aver lasciato L’Aquila Futura, Laura Cococcetta e Guglielmo Santella), al fine di riequilibrare a suo vantaggio i rapporti di forza proprio con Fdi, il gruppo più numeroso al comune, con sette componenti, ma non controllato interamente dal plenipotenziario primo cittadino, ma anche dal suo nemico interno, il senatore Guido Liris, ex vice sindaco ed ex assessore regionale al Bilancio. Guardato con molto sospetto anche Daniele D’Angelo, che aveva già mostrato segni di forte nervosismo su alcune scelte della maggioranza.

C’è chi dice anche che in seno alla conflittuale maggioranza, qualcuno abbia voluto lanciare un messaggio in un momento in cui sono in ballo nomine nelle partecipate a partire dall’Asm, e parte della neo civica ha voluto “parlare” a Fdi.