L’AQUILA – Ultimo Consiglio comunale dell’anno all’Aquila con la testa probabilmente già alla notte di San Silvestro.

Al netto della mozione sulla ricostruzione delle scuole, infatti, l’assemblea si è occupata dei temi più disparati, quasi tutti di competenza nazionale o rilevanza dubbia, o ancora sui quali nulla potrebbe l’assise civica, dal testamento biologico alle politiche di immigrazione, dal valore del presepe alle contestazioni al temibile “fiscal compact” europeo.

La seduta, alla fine, si è chiusa per mancanza del numero legale senza deliberare alcunché di davvero significativo per la città.

Approvati, in particolare, due ordini del giorno che già alla presentazione in agenda dei lavori erano stati oggetto di polemiche.

Il primo riguarda “Identità, l’accoglienza, la solidarietà: il valore del presepe per tutti”, primo firmatario Giancarlo Della Pelle, consigliere di Forza Italia.

L’altro provvedimento contiene le misure contro l’accattonaggio molesto nel territorio comunale, presentato da Francesco De Santis, di Noi con Salvini, con emendamenti dei consiglieri Elia Serpetti e Paolo Romano del Passo possibile.

Con questa norma, il quale il sindaco e la Giunta vengono impegnati, tra l’altro, “ad adoperarsi per mettere in atto una vigilanza più frequente che assicuri l’applicazione del Regolamento di Polizia urbana”, allo scopo “di dissuadere le persone da tenere comportamenti” invasivi nei confronti dei passanti e a “comunicare alla prefettura l’eventuale presenza, tra i trasgressori di persone richiedenti asilo politico, al fine di favorire un intervento presso le strutture vincitrici dei bandi per l’accoglienza, affinché queste persone vengano seguite in percorsi di reale integrazione e non lasciate ai margini della società”.

È stata invece respinta la mozione di Elisabetta Vicini (Democratici e socialisti) riguardante l’istituzione, presso il Comune, di un registro sui testamenti biologici per le dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari.

A favore del documento hanno votato 12 consiglieri (appartenenti ai gruppi Pd, il Passo possibile, Democratici progressisti articolo 1 per L’Aquila, Cambiare insieme, Democratici socialisti per L’Aquila e frazioni, L’Aquila Sicurezza lavoro, L’Aquila chiama chi ama L’Aquila), mentre i voti contrari sono stati 17 (Forza Italia, Noi con Salvini, Fratelli d’Italia, Benvenuto presente, L’Aquila futura).

Nel corso dei loro interventi, alcuni consiglieri di maggioranza hanno sottolineato la necessità che l’argomento venga comunque approfondito negli appositi organismi consiliari.

“Ho votato contro con piena convinzione, richiamandomi alle parole di Papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – ha detto il presidente del Consiglio, Roberto Tinari – Non sarò mai d’accordo su un registro riguardante il testamento biologico e le dichiarazioni di volontà sui trattamenti sanitari”.

Un altro ordine del giorno approvato, con 18 voti a favore e 6 astensioni, è ancora a firma del consigliere civico dell’Aquila chiama Carla Cimoroni, con il quale l’assemblea chiede al Parlamento italiano di esprimere un giudizio negativo sul cosiddetto “Fiscal compact”, il trattato sottoscritto da 25 dei 28 Statio membri dell’Unione europea sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione e economica monetaria.

Tra le considerazioni alla base del documento, il fatto che la rigidissima norma comunitaria renda “ancor più stringenti le politiche di austerità, attraverso l’imposizione della regola per cui il debito di ogni Paese deve rimanere o ritornare al di sotto del 60% del Pil, entro i prossimi vent’anni, la qualcosa significherà tagli alla spesa pubblica pari a oltre 50 miliardi di euro” entro il 2037.