L’AQUILA – Da domani fino al 17 settembre la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università dell’Aquila ospiterà il XXV Congresso dell’associazione italiana di anglistica (Aia).

L’annuale Congresso prevede una serie di interventi e conferenze da parte di importanti studiosi di anglistica italiani e stranieri e quest’anno avrà come tema la “rigenerazione”, esplorata in tutti gli ambiti dell’esperienza umana, dal punto di vista letterario, linguistico, ma anche materiale e concreto della vita quotidiana della comunità aquilana colpita da una tragedia enorme: il terremoto del 6 aprile 2009.

“‘Regenerating Community, Territory, Voices. Memory and Vision’, è il titolo che l’Aia ha voluto dare al convegno di quest’anno. L’associazione ha offerto un sostegno forte e tangibile al dipartimento di anglistica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Aquila, ma anche all’intero ateneo e alla comunità”, commenta ad AbruzzoWeb Laura Di Michele, professoressa di letteratura inglese dell’Università dell’Aquila, ex presidentessa dell’Aia e organizzatrice dell’evento.

“La proposta – continua la Di Michele – è partita dall’odierno presidente dell’Aia, Giuseppina Cortese, professoressa dell’Università degli studi di Torino, per sostenere scientificamente la Facoltà di Lettere e Filosofia, per mantenerla viva a livello internazionale dal punto di vista della cultura e dell’investigazione scientifica. Mostrare l’Abruzzo, L’Aquila e la situazione del terremoto attraverso un’iniziativa di ricerca e studio”.

La Di Michele spiega qual è la situazione in cui si trova dell’Università dell’Aquila. “Fuori dall’Aquila si crede che la situazione sia tornata nella norma – dice – invece siamo ancora in piena emergenza. La facoltà si trova in una struttura non adatta, mancano gli spazi, siamo in un ex capannone industriale, anche la biblioteca si trova in un luogo inadatto a ospitarla. Il convegno focalizzerà l’attenzione sull’importanza di promuovere eventi culturali per andare avanti e non rassegnarci alla condizione cui siamo obbligati a lavorare e studiare, a non dover per forza abbandonare la città”.

“Per questo motivo – precisa la Di Michele – proprio per l’importanza dell’iniziativa ho voluto coinvolgere anche le istituzioni locali che saranno presenti all’inaugurazione del convegno domani mattina alle 11”.

Tutti gli interventi ruoteranno intorno al tema della “rigenerazione”. Molto interessante e importante per la nostra città sarà la conferenza di Fabio Redi, professore di Archeologia medievale dell’Università dell’Aquila, dal titolo “Archeologia e memoria: come la storia può ricostruire una comunità. L’esempio dell’Aquila”, invitato al convegno proprio per spiegare ai 200 studiosi, provenienti da tutti gli atenei d’Italia ma anche da molti d’Europa, la difficile situazione che vive la città dell’Aquila.

Inoltre, ci sarà la presentazione del lavoro di Lina Maria Calandra, professoressa di Geografia presso l’ateneo aquilano, uno studio di geografia del territorio dal titolo “Verso una nuova geografia sociale dell’Aquila post-sisma”, primo lavoro dettagliato sulle condizioni di vita e qualità della vita, le aspettative future e le reazioni della popolazione aquilana a due anni dal terremoto.