L’AQUILA – Commercianti ancora sul piede di guerra dopo la chiusura del centro storico dell’Aquila e i lavori in via Corrado IV.

Celso Cioni, direttore provinciale di Confcommercio, e Carlo Rossi, direttore provinciale di Confesercenti, tornano a sollecitare l’esigenza di un incontro “non più rimandabile” con il primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, e il prefetto, Francesco Alecci, dopo che un primo appello è caduto nel nulla.

Intanto preannunciano lo stato d’agitazione della categoria, che potrebbe prevedere anche manifestazioni di protesta necessarie a sottolineare lo stato di disagio dell’intero comparto commerciale.

“Abbiamo appreso da nostre aziende associate che nella giornata di ieri l’amministrazione, pur in presenza di
richieste avanzate dalle due più rappresentative associazioni di categoria, ha inteso organizzare un incontro con i singoli esercenti del centro storico, non avvertendo la necessità di invitare anche le associazioni”.

“Un comportamento deplorevole, antisindacale – secondo Cioni e Rossi perché, in rappresentanza del Cnel e delle normative vigenti – le amministrazioni preventivamente all’assunzione di provvedimenti che determinano conseguenze ai settori di competenza ascoltino il parere consultivo delle Associazioni di categoria maggiormente rappresentative”.

A rischio per “l’agire scorretto dell’amministrazione aquilana”, secondo Cioni e Rossi, la sopravvivenza di decine di piccole imprese aquilane, “già in serie difficoltà sia per la crisi dei consumi sia per le continue delocalizzazione conseguenti al terremoto, peraltro molto onerose e senza ricevere alcun contributo o sostegno pubblico”.

Non solo, secondo i rappresentanti sindacali è una aggravante: “I provvedimenti arrivano proprio nel periodo degli acquisti pre – natalizi, il più importante dell’anno dal punto di vista commerciale”.

Un vero e proprio “stress psicologico e ingentissimi danni economici che gli operatori del commercio non sono più in grado di sostenere”.

Le associazioni si riservano d’intraprendere “ogni azione sul piano sindacale che andranno a decidere nei prossimi giorni con apposite assemblee dei propri iscritti, nonché sul piano delle richieste di rimborso dei danni economici e patrimoniali che deriveranno dal persistere di questa inaccettabile situazione”.