L’AQUILA – “Un pessimo cittadino e un pessimo giornalista”. Sono dure le parole del presidio permanente di piazza Duomo rivolte a Bruno Vespa, oggi all’Aquila come testimonial del marchio “made in”, che al suo arrivo ha dichiarato di non essere a conoscenza della legge d’iniziativa popolare per la ricostruzione, promossa dal comitato stesso, e di non aver nessuna intenzione di firmarla.

Colpevole, secondo il comitato, di essere stato complice dell’inganno mediatico del Governo, Vespa non meriterebbe neanche più la cittadinanza aquilana, “perché sarebbero quelli che considerano la città un patrimonio comune da difendere a meritarla”.

Di seguito il testo completo della lettera.

Dopo che da mesi ha smesso di occuparsi  dell’Aquila, Bruno Vespa torna in città come testimonial del marchio “L’Aquila made in”.

Vespa testimonial? Noi crediamo che chi è stato complice e autore dell’inganno mediatico del governo, che ha voluto far credere al “miracolo aquilano”, non può rappresentare la nostra città.

Chi ama questo territorio lo difende dalle speculazioni e dalla propaganda. Vespa invece, si è limitato a sfruttare la facile emotività dei primi tempi del post terremoto, si è reso complice del governo nel nascondere e nell’ ignorare i problemi della città, ha cercato di  sminuire e ridicolizzare il movimento spontaneo dei cittadini  che da sempre chiedono trasparenza e partecipazione alle scelte che li riguardano.

Oggi questo finto giornalista grida a una finta rivoluzione nel caso in cui il governo non conceda una proroga delle tasse. Non sarà suo merito se la otterremo – sono mesi che siamo costretti a mobilitarci per questo semplice diritto – e comunque non avremo risolto in questo modo tutti i problemi di una gestione fallimentare della Ricostruzione.

Vespa ha dichiarato anche di venire a conoscenza per la prima volta dell’esistenza di una legge di iniziativa popolare scritta dai cittadini aquilani.
Potremmo rispondere che è un pessimo giornalista, visto che non si dà nemmeno la pena di informarsi.

Ma sappiamo bene che la sua è invece la posizione di chi smaccatamente vuole ignorare un movimento dal basso.

Sappia però che gli aquilani stanno firmando in massa, mentre lui continua a dimostrarsi un pessimo cittadino oltre che un pessimo giornalista.

Migliaia di cittadini  sono venuti il 20 novembre all’Aquila da tutta Italia, rispondendo alla chiamata della città e hanno firmato per primi la nostra legge. Sono tutti loro,  che considerano la città dell’Aquila un patrimonio comune da difendere, che meritano la cittadinanza onoraria. Bruno Vespa che ce l’ha per nascita, non la merita più. L’Aquila rifiuta gli sciacalli!

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