L’AQUILA – Cocaina nascosta negli slip: ieri sera, durante uno di questi servizi, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile dell’Aquila hanno arrestato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un cittadino albanese J.N., classe 1996,  con pregiudizi di polizia, ed il suo connazionale Z.T., classe 2002, incensurato.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dell’Aquila hanno intensificato i servizi straordinari di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio nel capoluogo e nell’hinterland. In particolare, l’attenzione è stata rivolta alla periferia ovest della città e cioè alle frazioni di Sassa e Preturo, nonché alla zona di Pile ed al casello autostradale della A-24.

Il personale del  N.O.R., nel corso di un posto di controllo predisposto in collaborazione con il Comando Stazione, nei pressi del casello autostradale dell’Aquila Ovest, ha proceduto al controllo di un’Alfa Romeo Giulietta, il cui conducente alla richiesta di esibire la patente, ha riferito di esserne sprovvisto poiché cittadino albanese, dichiarando generalità che, per conoscenza diretta degli operanti, risultavano false.

Per questo motivo i militari  hanno accompagnato i due fermati negli uffici del Comando per ulteriori accertamenti. La perquisizione personale ha consentito di rinvenire, occultata negli slip di J.N., una bustina contenente ben 50 grammi di una sostanza pulverulenta di colore bianco, che, sottoposta a Narcotest, ha dato esito positivo come cocaina. Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro.

Per questi motivi, il Pm di turno, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dell’Aquila, Roberta D’Avolio,  ha concordato  con la Pg operante circa l’adozione della misura dell’arresto per i due cittadini albanesi J.N. e Z.T., che sono stati accompagnati presso le proprie abitazioni in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida, che si è celebrata questa mattina alle 12, alla presenza del Gip, Baldovino De Sensi, che ha confermato la misura cautelare adottata, inibendo agli stessi di avere contatti, neppure telefonici e telematici, con persone diverse dai familiari conviventi.