L’AQUILA – “L’Aquila città sicura”.
È la proposta di delibera che verrà presentata in Consiglio comunale da Luigi D’Eramo, capogruppo della “Destra”, per prevenire la criminalità e il vandalismo, garantendo la sicurezza nel capoluogo d’Abruzzo dopo il sisma del 6 aprile 2009, che ha notevolmente cambiato le dinamiche e l’apertura all’esterno della città.
Parallelamente alla proposta di delibera del consigliere D’Eramo, per dare maggiore forza alla richiesta, a partire da lunedì prossimo verrà istituita una raccolta firme per dare voce ai cittadini, anche con eventuali proposte.
“In 30 giorni – ha spiegato D’Eramo – contiamo di avere un buon risultato. Crediamo di raggiungere le 5 mila firme, ma il nostro obiettivo è quello di raccoglierne 10 mila”.
Secondo D’Eramo, dopo il terremoto, L’Aquila non è più sicura. “Occorrono – ha detto – delle soluzioni per tutelare la qualità della vita degli aquilani dopo il sisma. La maleducazione, mista alla delinquenza che colpisce i beni artistici-architettonici, già violentati dal terremoto, devono essere arrestate, come l’immigrazione clandestina”.
“Per questo – aggiunge – è necessario un censimento per saperne di più della popolazione residente e quella ospite”.
Il potenziamento di personale e strumenti della polizia Municipale, l’attivazione di turni notturni con posto fisso nei 19 insediamenti del progetto C.a.s.e. (con possibilità di avere un adeguato servizio anche negli orari giornalieri), l’istallazione di telecamere di videosorveglianza nei punti più rischiosi, il potenziamento dell’illuminazione pubblica, il convenzionamento con la Polizia di Stato per l’impostazione di modelli della sicurezza urbana integrata, in particolare il pattugliamento del centro storico. Queste le maggiori iniziative proposte nel piano “L’Aquila città sicura”.
Oltre alla raccolta firme, per D’Eramo “occorre aprire un confronto con il commissario per la ricostruzione, ma anche con il Governo. Inoltre è necessario prevedere l’attivazione di un progetto pilota per far tornare in perfetto equilibrio la situazione”.
“Per i fondi – ha concluso – occorrerà aprire un confronto. Il Governo ha stanziato 30 milioni di euro (per il bilancio comunale, ndr) e una minima parte potrebbe anche essere utilizzata per la tutela della sicurezza, essendo un problema causato dal sisma”.
Il capogruppo degli storaciani, tra l’altro, ha ricordato che già il 25 settembre 2007 venne presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale sull’istituzione della videosorveglianza, approvato con pochi voti contrari, ma alla votazione non è stato dato seguito all’applicazione.



