L’AQUILA – “Una nomina inutile di un personaggio dal passato torbido e dal presente in evidente conflitto di interesse”.

Questo il parere di Rifondazione comunista sulla scelta di Antonio Cicchetti a vice commissario per la ricostruzione, che coadiuverà il commissario Gianni Chiodi e il primo vice, il sindaco Massimo Cialente.

Nonostante l’ufficialità della nomina, decisa dall’ordinanza firmata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, su proposta del capo dipartimento, Guido Bertolaso, gli animi di Rifondazione non sono rassegnati, anzi annunciano battaglia.

“Innanzitutto – ha affermato il capogruppo di Prc in consiglio comunale, Enrico Perilli – presenteremo in consiglio comunale un ordine del giorno perché vogliamo far esprimere l’intera assise su questa nomina. Poi proseguiremo con una mobilitazione sia in sede istituzionale che fuori”.

“Se è già molto discutibile la scelta di nominare un altro commissario – ha sottolineato il segretario provinciale di Prc, Fabio Pelini– visto che ormai la fase emergenziale è passata e la ricostruzione dovrebbe essere curata dagli enti locali, ci sembra ancora più inopportuna la scelta della figura di Cicchetti, dal passato non propriamente trasparente”.

Le perplessità di Pelini sulla figura di Cicchetti nascono in relazione alla condanna di Cicchetti alla Corte dei Conti, nel 2008,  “per la malagestione dell’Istituzione Perdonanza che maturò debiti milionari. Cicchetti  – ha spiegato Pelini – è stato condannato per ‘culpa in vigilando’, ovvero per imperdonabile negligenza nello svolgimento dei compiti di vigilanza della gestione dei fondi. Ci domandiamo dunque se sarà in grado di gestire una situazione delicata come quella del post sisma”.

Un altro problema sollevato da Pelini riguarda il conflitto di interessi che investirebbe il nuovo vice commissario: “È noto – ha proseguito – che Cicchetti ha dei parenti che sono titolari di ditte. È vero che ormai in Italia siamo abituati a tutto, ma non possiamo accettare che l’asticella della legalità e della trasparenza si abbassi così tanto”.

“In questo modo – ha ribadito Perilli –  la ricostruzione passa nelle mani di ‘alti manager’, con stipendi fantasmagorici, vicini a poteri forti come Vaticano e Protezione civile e lontani dagli interessi della città”.
 
In alternativa alle figure commissariali “le cui deleghe sono vaghe e dubbie”, Perilli propone l’istituzione di “figure intermedie” per la gestione della fase di ricostruzione. “Mi riferisco – ha chiarito – a impiegati, lavoratori e forse qualche dirigente che, posti nell’Unità tecnica di missione e nella Struttura per la gestione dell’emergenza, possano rendere più celere il lavoro che tutti i giorni si deve svolgere per dare delle risposte ai cittadini”.

Il coordinatore regionale dei Giovani comunisti Francesco Marola ha poi spiegato di aver creato sul social network Facebook un gruppo contro la nomina di Cicchetti “uno specchio dell’ampio consenso che abbiamo, visto che il gruppo conta già numerose adesioni”.

e.m.