L’AQUILA – “La prima reazione è stata di rabbia, indignazione, preoccupazione. Dopo di che ho fatto quello che deve fare chi fa politica ed ogni giorno deve affrontare problemi. Ho tirato fuori in altre parole ‘il manuale delle Giovani marmotte’ che regalerò nei prossimi giorni a molti amici del centrodestra”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si trasforma in Gran Mogol, il capo dell’associazione scoutistica dei fumetti Disney a cui è legato il celebre manuale noto come “l’Infallibile” che contiene la risposta a ogni domanda, in uno dei suoi ormai tradizionali sfoghi su Facebook utilizzato alla stregua di un proprio giornale personale.

Cialente si riferisce alla vicenda del presunto scippo, poi smentito, dei posti a numero chiuso della facoltà di Medicina dell’Università dell’Aquila da parte di quella di Chieti-Pescara.

Una vicenda che ha tenuto banco per tutta la mattina, con accuse campanilistiche alla Regione e al presidente, Luciano D’Alfonso, salvo poi scoprire che almeno sulla carta mentre fioccavano gli strali la questione si era chiarita e risolta.

O, per meglio, dire, il ministro Stefania Giannini ne aveva annunciato la soluzione, la cui concretizzazione andrà verificata nei prossimi giorni.

Gli strali di Cialente sono quindi per esponenti di centrodestra come Guido Liris ed Emanuele Imprudente, ma anche per uno dei suoi, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, il primo a tirare fuori il taglio dei posti (vero) e l’ipotesi dello scippo (falsa).

E Pietrucci non l’ha preso. “E poi ti vogliono mette a crede che Cristo è morto di freddo…!!! Me ve da rie !! Un problema si risolve se esiste e soprattutto se qualcuno con coraggio lo denuncia. Quanto accaduto nella conferenza stato regioni e sui dati forniti al ministero della Salute, quale la strategia per gli atenei Abruzzesi e i rapporti tra le Università e gli Ospedali nell’ambito della riforma del sistema sanitario, lo approfondiremo presto”.

All’uno e agli altri, il Mogol Cialente consiglia: “I casini si fanno solo quando servono, quando non c’è altra soluzione, e lasciano sempre qualche strascico. Morale della favola: quando gli altri hanno fatto le dichiarazioni di guerra, il problema era già risolto da qualche ora, ergo acquistare il Manuale delle Giovani marmotte”. (alb.or.)

LA NOTA COMPLETA

Non sarei tornato su questa vicenda, che per alcune ora, in parte notturne, ci ha occupato non poco, se non avessi letto, oggi pomeriggio, tutta una serie di dichiarazioni, alcune pesantissime , da parte di esponenti aquilani e nazionali del centro destra, fuorvianti, sbagliate, ingiuste e politicamente pericolose.

Attaccare la Regione, D’Alfonso, la città di Chieti o la sua Università, senza motivo , perché disinformati, è ingiusto ed espone questi “commentatori” a figure barbine. Ma la cosa più pericolosa e che tornano a seminare quella pianta che non riusciamo a sradicare dall’Abruzzo, che è il campanilismo. Il rifugio del politico senza idee e senza progetti.

Allora cosa è successo. Ieri pomeriggio mi ha chiamato la Rettrice, dicendomi che dovevamo sentirci subito. Ci siamo dati appuntamento all’inaugurazione della nuova redazione del Centro, ove entrambi eravamo invitati, e subito dopo la cerimonia, peraltro piacevolissima, abbiamo parlato.

La Rettrice mi ha informato, preoccupatissima, di quanto accaduto. Alla Facoltà di Medicina dell’Aquila i posti assegnati scendevano a 98, a Chieti restavano 180. Un decreto Ministeriale colpiva così duramente L’Aquila, la Facoltà, l’Ospedale, i progetti che si stanno portando avanti.

La prima reazione, e chi mi conosce sa che così è stato, è stata di rabbia, indignazione, preoccupazione ecc.ecc. Dopo di che ho fatto quello che deve fare chi fa politica ed ogni giorno deve affrontare problemi. Ho tirato fuori in altre parole “il manuale delle giovani marmotte” che regalerò nei prossimi giorni a molti amici del centrodestra.

A pagina 16 del Manuale c’è scritto..”….dopo il momento di rabbia o apprensione, che può durare al massimo 120 secondi, cerca di capire cosa è successo e perché”.

Mi sono sentito con Giovanni Lolli, e insieme, pazientemente, abbiamo avviato un giro di telefonate e contatti per capire cosa era successo. Giovanni ha sentito D’Alfonso e Paolucci, io ho sentito Paolucci, ed abbiamo ricostruito i passaggi regionali.

La Regione aveva svolto il suo compito perfettamente, con un atto deliberativo nel quale aveva aderito al taglio nazionale, che inizialmente doveva essere di 1000 posti poi portati a 450.
Anzi, l’Abruzzo, dagli iniziali totali 240 posti aveva ottenuto 278 posti. Allora si doveva capire dove fosse il problema.

Ho chiamato il Miur, il dirigente di Università e Ricerca, esponendo il problema. Immediatamente è stato investito il Ministro, e si è cominciato a cercare di capire cosa fosse accaduto e perché.

Mentre telefonavo ai protagonisti del tavolo nazionale che aveva deciso l’assegnazione dei posti alle singole Facoltà italiane, alle 23.30 mi è arrivata la comunicazione del Miur di quanto accaduto.

Cosa era successo? L’Ateneo aquilano, virtuosamente, aveva ridotto l’offerta formativa dai 140 a 115, mentre Chieti aveva lasciato come proposta 212. (anche se in effetti ne copre di meno).
Al momento del taglio del 15%, il tavolo non aveva considerato, per mero errore e distrazione, che L’Aquila aveva già tagliato. Di qui 98 posti all’Aquila e 180 a Chieti.

Questa mattina alle 7, alla luce di queste informazioni, ho rifatto un giro di telefonate. Chiarito il problema, si doveva trovare la soluzione. Alle sette e quarantacinque la soluzione era un “Errata Corrige”. !%% posti all’Aquila, 17 in meno a Chieti.

A questo punto serviva la decisione politica. Alle 8 meno qualcosa ho chiamato il Ministro.
Abbiamo parlato del problema, abbiamo parlato di altre cose. Devo dire che è una persona davvero eccezionale e di grande cultura. Ci siamo lasciati che il ministro, appena arrivata al ministero avrebbe riunito i dirigenti per trovare una soluzione, per poi richiamarmi.

Alle 11 il ministro mi ha chiamato dicendo che era tutto a posto. Questo lungo racconto, in gran parte inutile, è solo per spiegare come ogni giorno si risolvono i problemi, anche di notte a volte. E come di questi, quasi giornalmente, ne incontriamo a vagoni.

Certo, avremmo potuto anche fare gran casino, io, Giovanni, Stefania, segretari di maggioranza ecc. Ma con il casino i problemi non si risolvono. I casini si fanno solo quando servono, quando non c’è altra soluzione, e lasciano sempre qualche strascico.

Morale della favola: quando gli altri hanno fatto le dichiarazioni di guerra, il problema era già risolto da qualche ora, ergo acquistare il Manuale delle giovani marmotte (lo possiamo prestare anche io o Giovanni, visto che ormai data la tarda età lo conosciamo a memoria), stare sempre sul pezzo, lavorare anche la sera e la notte, ma soprattutto…..svegliarsi presto.

I miei mi dicevano sempre che il mattino ha l’oro in bocca.