L’AQUILA – Frizioni nel centrosinistra al Comune dell’Aquila: otto consiglieri di maggioranza e un ex in una nota hanno attaccato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, chiedendo un chiarimento con lui e il Partito democratico, perché “nel corso dell’assemblea dei soci della Gran Sasso Acqua, che si è tenuta ieri, il primo cittadino ha sostenuto la nomina a consigliere di amministrazione dell’ex An Salvatore Santangelo, già consigliere comunale, assai vicino al sindaco della capitale, Gianni Alemanno, negli anni del ‘sacco di Roma’, come è stato definito dalla stampa, e consigliere della Gran Sasso Acqua per molti anni”.
La nota è firmata dai consiglieri di maggioranza Antonello Bernardi (Partito democratico), Giuliano Di Nicola (Italia dei valori), Ermanno Giorgi (Centro democratico), Pierluigi Mancini (Alleanza per l’Italia), Giustino Masciocco (Sinistra ecologia libertà), Gianni Padovani (Partito socialista italiano), Enrico Perilli (Federazione della sinitra), Salvatore Placidi (Cattolici democratici) e dal consigliere del gruppo misto Giuseppe Ludovici, un ex del centrodestra, eletto nel 2012 con Api e poi uscito dallo schieramento a favore di Cialente.
La Gran Sasso Acqua è la società pubblica di gestione del ciclo idrico integrato nel comune dell’Aquila e in altri comuni del circondario.
È presieduta da tempo da Americo Di Benedetto, da molti rumors indicato come uno dei possibili candidati alla successione di Cialente nel 2017.
E ironia della sorte, nel frammentato panorama del centrodestra anche Santangelo è uno dei possibili aspiranti alla fascia tricolore: è stato proprio Cialente, nel corso di eventi pubblici, a far circolare l’ipotesi.
Forse anche per questo l’indicazione di Santangelo ha creato problemi anche nel centrodestra, visto che, secondo quanto si è appreso, non trova d’accordo Forza Italia.
Alla nota dei ribelli, Cialente ha risposto con altrettanta durezza pochi minuti dopo: “Vorrei ricordare che gli aquilani hanno votato il centrosinistra perché governasse la fase più difficile della nostra storia degli ultimi secoli e non per renderci piccoli protagonisti di giochi politici – è sbottato – Ci sono da ricostruire le case, il tessuto sociale e quello economico e c’è da individuare il progetto strategico di sviluppo di una città. Venir meno a quest’obbligo morale è vera ignominia”.
E dal primo cittadino arriva una sfida ai ribelli, “se qualche partito o qualche consigliere pensa o sente che è arrivato il suo momento o che si debba andare a casa, lo dica, esca dalla maggioranza, lo spieghi ai cittadini e porti la città al voto. Altrimenti si rimbocchi le maniche e ci aiuti a lavorare”. (alb.or.)
“SE IL CENTROSINISTRA E’ FINITO LO DICA”
Nel corso dell’assemblea dei soci della Gran Sasso Acqua, che si è tenuta ieri, il sindaco dell’Aquila ha sostenuto la nomina a consigliere di amministrazione dell’ex An Salvatore Santangelo, già consigliere comunale, assai vicino al sindaco della capitale Gianni Alemanno negli anni del “sacco di Roma”, come è stato definito dalla stampa, e consigliere della Gran Sasso Acqua per molti anni.
Riteniamo inaccettabile tale scelta, non solo per l’appartenenza politica del designato, ma anche per la mancata condivisione, da parte del sindaco, della sua decisione.
Nessun consigliere o assessore, infatti, era stato informato dal primo cittadino.
Questo modo di procedere rappresenta un vecchio modo di fare politica nel quale si smarriscono i confini e il senso dell’appartenenza, naufragando in una notte buia nella quale tutte le mucche sembrano scure.
Se il sindaco Cialente ha iniziato autonomamente il processo di selezione del suo successore è bene che lo chiarisca, fermo restando che i confini del centrosinistra sono invalicabili.
Chiediamo pertanto al sindaco e al Partito Democratico un chiarimento urgente.
Soprattutto, chiediamo loro se ritengano finita l’esperienza del centrosinistra al governo della città.
I sottoscritti firmatari si dissociano formalmente da tale scelta.
“ALLORA USCITE DALLA MAGGIORANZA”
Leggo con sorpresa e fastidio il comunicato a firma di 8 consiglieri di maggioranza e del consigliere Ludovici del Gruppo Misto che, probabilmente, riscoprendosi animato da un’improvvisa preoccupazione per i futuri destini del centrosinistra aquilano, è rientrato in maggioranza giusto per i pochi secondi necessari a sottoscrivere il documento.
Mi stupisce che alcuni fini esponenti politici, di grande esperienza e grande peso politico all’interno dei loro partiti, non abbiano compreso quello che è successo durante l’assemblea della Gran Sasso Acqua.
Circa 40 giorni fa, infatti, la nomina del nuovo consigliere era stata portata all’attenzione di quest’ultima.
Chiesi che, in analogia a quanto avviene nel Comune dell’Aquila, venisse indetto un apposito bando per la presentazione delle candidature, accompagnate dal curriculum. Ne sono arrivate 36.
Da contatti con i sindaci, per proseguire la politica che ha sempre condotto la società Gran Sasso Acqua, quella, cioè, di assicurare una gestione la più possibile unanime e concorde fra tutti i 36 Comuni che vi aderiscono, dal momento che il presidente è un notissimo esponente del centrosinistra, più volte riconfermato, si è concordato di nominare, per questi 11 mesi, fino al rinnovo del Cda, un esponente di centrodestra.
Credo, peraltro, che questa impostazione sia giusta, anche perché la scelta di lavorare in modo concorde e sereno, da parte di tutti i sindaci, che hanno pari diritti e pari dignità, ha reso l’azienda forte, efficace ed efficiente nelle sue attività, se è vero, come è vero, che ieri ha chiuso il bilancio con un attivo di quattro milioni di euro.
La migliore azienda d’Abruzzo, dunque, nella gestione del ciclo integrato delle acque.
Nell’assemblea di ieri, da parte di alcuni sindaci, non solo di centrodestra, l’unico nome proposto è stato quello di Salvatore Santangelo, eletto all’unanimità, con la sola astensione del sindaco di Villa Sant’Angelo Pierluigi Biondi che, però, non ha proposto alcuna candidatura alternativa.
Il tono del documento, che resuscita in maggioranza persino Ludovici, tuttavia, è tale da indurmi ad alcune riflessioni di carattere politico.
Da qualche mese, infatti, rilevo una strana fibrillazione nella maggioranza, quasi che qualcuno stia già pensando al rinnovo del Consiglio comunale, a come posizionarsi o a cercare visibilità, e portando nel Comune dell’Aquila tensioni tra i partiti politici presenti in Parlamento o all’interno di correnti di partito.
Vorrei ricordare che gli aquilani hanno votato il centrosinistra perché governasse la fase più difficile della nostra storia degli ultimi secoli e non per renderci piccoli protagonisti di giochi politici.
Ci sono da ricostruire le case, il tessuto sociale e quello economico e c’è da individuare il progetto strategico di sviluppo di una città. Venir meno a quest’obbligo morale è vera ignominia.
Il passaggio in cui si parla di un sindaco che si preoccupa della selezione del suo successore, poi, è politicamente volgare.
Sta ai partiti aquilani, e soprattutto ai firmatari di questo documento, creare le premesse per arrivare pronti all’appuntamento, ancora lontano, del 2017.
Io, personalmente, mi sto preoccupando solo di portare al maggio 2017 la città e il suo comprensorio alla migliore meta possibile. Dopo di che passerò il testimone agli altri, persino al resuscitato Giuseppe Ludovici!
A questi esponenti di maggioranza, che non si sono fatti sfuggire la libidinosa occasione di fare un comunicato stampa contro il sindaco, vorrei sommessamente dire che “i confini invalicabili del centrosinistra” non si difendono solo nel Comune dell’Aquila ma anche nella città territorio.
Loro, esponenti di spicco di importantissimi partiti, sono mobilitati per le elezioni comunali che interessano molti Comuni del nostro territorio? Sanno loro, e lo stesso Pd, che addirittura in un importante Comune il centrosinistra non avrà una sua lista né il suo candidato sindaco (Pizzoli, ndr)?
Proprio perché non ho smarrito “i confini del senso dell’appartenenza”, ribadisco, ancora una volta, a tutti i cittadini, quelli che mi hanno votato e quelli che non mi hanno votato, che io continuerò, con i miei collaboratori, l’incredibile opera che stiamo portando avanti.
Il tutto parlando sempre chiaramente e dicendo la verità, anche cruda, ai cittadini. Questa è la nuova politica, mentre il comunicato a firma dei consiglieri di maggioranza, quello sì, è espressione della vecchia politica.
Il bello delle città di provincia, motivo per cui amo vivere in questa città, è, peraltro, che di ciascuno di noi si conosce la storia personale, sul luogo di lavoro e in politica.
Detto questo, se qualche partito o qualche consigliere pensa o sente che è arrivato il suo momento o che si debba andare a casa, lo dica, esca dalla maggioranza, lo spieghi ai cittadini e porti la città al voto. Altrimenti si rimbocchi le maniche e ci aiuti a lavorare.




