L’AQUILA – ”The end”. I titoli di coda iniziano a scendere sulla Fida, azienda sita all’interno del polo elettronico aquilano che si occupa di cartellonista elettronica.
Oggi Felice Quadrio, responsabile della Fida, ha incontrato Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Piergiorgio Frasca dell’ispettorato del lavoro, per comunicare la richiesta della cassa integrazione straordinaria per la cessazione delle attività.
Un vero dramma per i 53 dipendenti di cui una parte proveniva da un’altra catastrofe, come il fallimento della Lares Tecno. Va ricordato che l’età media delle maestranze è di 45 anni, difficilmente ricollocabili in altri posti di lavoro.
Insomma giovani anagraficamente e ’vecchi’ per il mondo di lavoro.
I 53 lavoratori godranno di dodici mesi di cassa integrazione che potrebbe essere allungata ad altri dodici mesi.
Pare che la rabbia dei responsabili della Fida è tutta rivolta contro InvItalia, l’ex Sviluppo Italia. L’ente, pur invitato numerose volte, non ha mai partecipato ai tavoli istituzionali sulla vertenza.
Sembra che l’unica volta che InvItalia ha fatto sentire la sua ’voce’ è stata qualche giorno fa, quando ha inviato alla Fida un’ingiunzione di pagamento di un milione di euro per alcune spettanze pregresse sulla locazione dell’immobile utilizzato all’interno del polo elettronico aquilano.
“È scandaloso – commenta il segretario provinciale aquilano della Uilm-Uil Clara Ciuca – che il dicastero delle Attività produttive non prenda una decisione, visto che InvItalia fa parte del ministero. Pare che InvItalia non voglia reindustrializzare quell’area. Che cosa ci vuole fare all’interno del polo elettronico aquilano?”.
Per la Ciuca è ”un’altra sciagura, per l’economia aquilana. Altri posti di lavoro che si perdono dopo i 60 della Finmek Solutions e i 20 della CnSystem”.
La Ciuca conclude affermando che ”in questa brutta situazione solo l’assessore provinciale Francesco Paciotti sta cercando di fare qualcosa. Oggi ha cercato una banca che possa anticipare i fondi della cassa integrazione straordinaria ai lavoratori”.
Alfredo Fegatelli della Fiom-Cgil aggiunge che ”sembra un’operazione strana all’interno del polo elettronico”.



