L’AQUILA – Dopo l’ordinanza-non ordinanza di chiusura per il centro storico dell’Aquila, emessa dal sindaco ma non fatta rispettare, insorgono su Facebook i commercianti aquilani che, ligi al dovere, avevano chiuso le loro attività e ne hanno poi trovate alcune aperte tra la manciata di negozi che sono tornati nel cuore della città.
Luca Ciuffetelli, titolare del Bar del Corso, racconta quello che ha fatto dopo aver letto l’articolo di ieri sera di AbruzzoWeb.
“Mi attivo subito, rassegnato – scrive su Facebook – a salvare il salvabile, chiamo il personale avvertendoli della chiusura per non farli viaggiare inutilmente, chiamo la pasticcera per bloccare le paste, il giornalaio, il lattaio eccetera… Questa mattina mi reco in centro, sperando che la polizia Municipale, che avrei dovuto trovare a ‘blindare’ i varchi di accesso al centro storico, mi faccia passare per andare al bar a spegnere la macchina del caffè e altre attrezzature ma, arrivato al varco della Villa comunale, vedo gente che entra tranquillamente, mezzi autorizzati idem”.
“Al che – prosegue Ciuffetelli – chiedo ai militari, i quali non sanno nulla di questa cosa e mi fanno entrare regolarmente; ah, dei vigili neanche l’ombra… Arrivo in piazza e vedo Nurzia aperto, il bar Florida aperto, più avanti il Nero Caffè aperto… Il Bar del Corso è chiuso!”.
Dalla sua bacheca del social network l’esercente si rivolge alle istituzioni. “Signora prefetto, dottor Marchetti, signor sindaco, con tutto il rispetto, vi chiedo: se po’ sape’ che tenemo fa’? Per caso, oggi è giovedì grasso, si è trattato di uno scherzo di carnevale? Se è così sappiate che è stato uno scherzo di pessimo gusto!”.
“Per me – prosegue – oggi è il 16 febbraio, giorno in cui si pagano i contributi Inps personali, i contributi Inps dei dipendenti, l’Inail, l’Irpef, le ritenute d’acconto dei professionisti, le rate delle tasse sospese per il sisma e io, a causa delle svariate chiusure, ora per il cantiere, ora per le ordinanze, ora per la nevicata, non posso pagarle perché non ho una lira!!! E soprattutto non ho nulla su cui scherzare!”.
“Ora il Bar del Corso è aperto, fino a….boh!”, conclude con amarezza.
Stesso discorso per la ristoratrice e nota chef aquilana d’adozione Marzia Buzzanca, che si è sfogata allo stesso modo, su Facebook.
“L’Aquila: una città allo sbando”, comincia, risoluta, per poi fare un racconto simile a quello di Ciuffetelli.
“Stamattina – spiega arrivo in centro con il pensiero dell’ordinanza di chiusura comunicata ieri sera… Ma l’esercito mi dice che poi è stata revocata! Allora io dico: ‘Credete che con questi tira e molla, indecisioni vostre, prima o poi a noi commercianti del centro non ci schiatterà il cuore? Avete fatto riaprire il centro? Ora non cercate di sfinirci in maniera che decidiamo di andarcene da soli perché avete fatto una stronzata… Lo abbiamo capito che noi siamo state pedine nelle vostre mani… Ma almeno sappiatele muoverle come grandi giocatori. Ho riaperto dopo 10 giorni, adesso non chiudo più altrimenti vengo a mangiare con tutto il mio staff a casa vostra!’”.
Più tardi la Buzzanca ha capito la paradossale e ingarbugliata situazione e ha aggiunto: “Rettifica, la chiusura è solo per quattro scemi selezionati: la Luna, Percorsi di gusto, Palumbo macelleria, Tezenis, dr Palumbo, Bar Maccarone, Birreria Moony’s, Bar Cinema Olimpia… Il resto non è centro?”.



