L’AQUILA – Si sblocca l’apertura dei centri di aggregazione costruiti negli insediamenti aquilani dei progetti C.a.s..e di Roio Poggio, Cese di Preturo e Sassa, e nei Map di Bazzano, finiti di costruire da oltre un anno, ma mai aperti. 

Saranno infatti inaugurati “entro l’estate”, come assicura ad AbruzzoWeb l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, che ne ha voluto fortemente la realizzazione subito dopo il sisma del 6 aprile 2009.

I centri sono stati finanziati dalla Caritas che, in un primo momento, avrebbe dovuto anche gestirli.

La delibera della Giunta comunale del settembre 2011 aveva infatti individuato la fondazione diocesana “don Natale Chelli” come soggetto deputato alla gestione delle strutture polifunzionali e aveva deliberato il protocollo d’intesa tra Comune e fondazione.

Nel 2014, tuttavia, “ci hanno comunicato di non voler più gestire i centri, quindi la palla è passata a noi”, ricorda Di Stefano.

A dicembre dello stesso anno la delibera della Giunta che ha stabilito l’accettazione dell’atto di rinuncia della Caritas, assumendosi l’onere della gestione dei centri.

In tutto questo tempo, tuttavia, i residenti degli insediamenti antisismici restano ancora in attesa, a quasi 6 anni e mezzo dal sisma, di un punto di socialità dove potersi incontrare. Gli assegnatari dei Map di Bazzano spingono affinché la struttura possa essere aperta nel più breve tempo possibile.

“Hanno finito di costruirla da oltre un anno – dicono – e siamo ancora in attesa. Non abbiamo neppure un bar dove poterci incontrare e soprattutto gli anziani rimangono spesso confinati in casa perché non sanno dove andare”.

Restano ora da fare alcuni passaggi burocratici ma nodali, spiega Di Stefano: “Gli uffici sono già a lavoro per il certificato di agibilità dei centri. Bisognava prima accatastarli, queste cose avrebbe dovuto farle la Caritas. C’è voluto tempo perché abbiamo dovuto farci ridare tutti i progetti”.