L’AQUILA – “No” a sorpresa del Comune dell’Aquila alla nuova centrale a biomasse di Paganica. Nell’incontro tra le associazioni e i comitati anti centrale e l’amministrazione, il sindaco Massimo Cialente e l’assessore all’Ambiente Alfredo Moroni hanno ammesso che il problema è stato “sottovalutato” e che “se il territorio è contrario opereremo una scelta diversa”.

I tempi stringono e a essere preoccupati non sono solo gli abitanti di Paganica, che ospiterà la centrale. Al coro unanime “anti centrale”, si sono infatti uniti anche i rappresentanti delle frazioni di Onna, Sant’Elia, Bazzano, Bagno, oltre ai Comuni di Fossa, Poggio Picenze e Barisciano.

Da considerare anche che dopo le procedure burocratiche intraprese e soprattutto dopo la conferenza dei servizi, tornare indietro sull’affaire-biomasse non sarebbe esattamente una passeggiata.

Anche per questo, il no del Comune è stato un vero colpo di scena. “Per noi non ci sono dubbi sul tipo di impianto: abbiamo garanzie – ha premesso Moroni – sulla produzione di energia pulita e il rischio che la centrale possa essere trasformata in un inceneritore non c’è. Ma le scelte devono essere condivise, e se il territorio è contrario opereremo una scelta diversa”.

Un passo indietro confermato poi da Cialente, che ha anche ammesso una certa “leggerezza” nella decisione presa nella conferenza dei servizi. “Ai nostri tecnici probabilmente qualcosa è sfuggito. C’è stata una sottovalutazione generale del problema”.

Il sindaco ha poi proposto di riunire nuovamente la conferenza di servizi, “però stavolta a Paganica e invitando tutti i rappresentanti degli enti coinvolti. Istituiremo poi d’urgenza un ordine del giorno per la prossima riunione del Consiglio comunale dell’8 novembre”.

Giudicata altamente inquinante dagli oppositori, la centrale dovrebbe essere realizzata nel nucleo industriale di Bazzano, presso Monticchio, una zona “già fortemente caricata da due belle rogne: le macerie alla Teges e il più grande degli insediamenti del progetto C.a.s.e.”, ha affermato il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli, che ha voluto partecipare all’incontro nella sala civica “Berardino Bruno” di Paganica.

I lavori per la costruzione dell’impianto, a opera della società Futuris Aquilana, dovrebbero iniziare già a dicembre, dopo che la società Ma&d, proprietaria della struttura, ha ottenuto l’autorizzazione per il progetto dalla Regione Abruzzo a seguito della conferenza dei servizi del 30 agosto scorso a cui parteciparono anche la Provincia, l’Arta e il Comune.

L’impianto entrerà in funzione entro il 2012: qualche giorno fa, infatti, è stato approvato il protocollo d’intesa per l’approvvigionamento della centrale, stimato in circa 60 mila tonnellate di biomassa vergine all’anno.