L’AQUILA – ”Si rischia il dissesto economico dei Comuni. Non si può andare avanti in questo modo caricando tutte le spese per il mantenimento dei minori allontanati dalle famiglie sugli enti locali”.
A parlare è il presidente abruzzese dell’Anci, associazione nazionale comuni italiani, Antonio Centi, sul mantenimento dei minori non accompagnati, che dopo la sentenza del Tribunale dei minori obbliga il sindaco a provvedere al mantenimento di questi giovani sfortunati.
”Tutti i Comuni abruzzesi, come quelli d’Italia – ha proseguito Centi oggi in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato alcuni amministratori comunali di alcuni centri abruzzesi – abbiamo un grande senso di solidarietà, ma non si può far fronte alle spese da soli. La spending review ha tagliato di molto le risorse e quindi è difficile trovare dei fondi nei bilanci per pagare le rette agli istituti che ospitano i ragazzi. Va evidenziato che l’Esecutivo di Mario Monti ha concesso per questa emergenza 5 milioni di euro per l’intero Paese, mentre questa somma può coprire solo l’Abruzzo”.
Centi ha snocciolato alcune cifre: quest’anno la spesa di assistenza di 30 Comuni abruzzesi è stata di 2 milioni 854 mila 95, 12 euro, mentre negli ultimi tre anni l’esborso è stato superiore ai 4 milioni e 800 mila euro.
Il presidente dell’Anci Abruzzo ha dichiarato che ”non vorrei che ci fosse una speculazione da parte degli istituti, perché una retta mensile per un aziano costa mediamente 1.200 euro rispetto ai 3 mila euro chiesti per un minore. Probabilmente le rette aumentano, visto che questi istituti hanno dalla loro parte le sentenze dei Tribunali”.
L’Anci regionale è pronta a iniziative locali e nazionali per avere sostegni dal Governo.
”I Comuni hanno bisogno di aiuti dal Governo – ha concluso Centi – altrimenti sono costretti a effettuare dei tagli sulla spesa corrente, come non versare gli emolumenti o non dare altri tipi di assistenza ai cittadini. Gli sfortunati che sbarcano a Lampedusa, in provincia di Agrigento, vengono assistiti totalmente dal Governo e anche in questi casi deve essere la stessa cosa”.
Il sindaco di Pratola Peligna (L’Aquila), Antonio De Crescentiis, ha ricordato la storia del centro aquilano sulle difficoltà economiche del Comune, dopo la sentenza del Tribunale dei minori dell’Aquila emessa la scorsa estate sul mantenimento di tre minori romeni, trovati a fare accattonaggio nel suo territiorio. La spesa è pari a 72mila euro l’anno (2 mila al mese per ogni bambino ospitato in una struttura per minori).
”Ho fatto ricorso al Tribunale dei minori – ha spiegato – in quanto su un bilancio comunale di 70-80 mila euro di colpo dobbiamo far fronte alla spesa di 30 mila euro per assistere questi poveri ragazzi e noi non abbiamo questi soldi. Siamo un Comune sempre più povero. Qui da noi vengono tanti nostri concittadini a chiederci anche 20 euro per fare la spesa. Probabilmente sono costretto a spegnere l’illuminazione della città per sei mesi per accantonare questa somma”.
L’assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane ha ricordato che ”il Comune del capoluogo spende annualmente un milione di euro. La nostra solidarietà è tantissima, ma è difficile tenere questi costi. Inizialmente la legge prevedeva che l’80 per cento era a carico della Regione, ma ora è tutto sul Comune. Purtroppo la legge ci obbliga ad assistere tutti i bambini negli istituti, mentre potremmo ridurre le spese assistendo alcuni bambini nelle loro famiglie”.





