L’AQUILA – Fa discutere L’Aquila il censimento sugli alloggi del progetto C.a.s.e. e Map richiesto dal Comune capoluogo per monitorare la situazione effettiva nelle new town del capoluogo.
Tra i motivi di disappunto che nelle ultime ore stanno causando tanto scompiglio, i cittadini lamentano il poco tempo a disposizione per compilare il modulo, 3 settimane, e il fatto di richiedere dati molto dettagliati, financo sensibili, di cui il Comune peraltro sarebbe già a conoscenza, come lamenta il responsabile dell’Adiconsum, Maurizio Ferroni.
“Nessuna confusione, il modulo è semplice da compilare e mi sembra che 3 settimane, dal 14 ottobre al 4 novembre, non sia poco tempo per compilare un modulo, considerando che è reperibile ovunque e ci vogliono pochi minuti per riempirlo”, ribatte ad AbruzzoWeb Fabio Pelini, assessore comunale all’Assistenza alla popolazione, in risposta alle lamentele degli aquilani sulla questione.
FERRONI (ADICONSUM): “AZZERARE TUTTO E RIPIANIFICARE DA CAPO”
Tante le critiche e le richieste di intervento arrivate all’Adiconsum Cisl dell’Aquila, l’associazione per la difesa dei consumatori e dell’ambiente della sezione aquilana.
“La confusione è tantissima perché manca del tutto la chiarezza in questo progetto – attacca Ferroni – Noi abbiamo proposto una proroga, uno slittamento nella data di consegna del censimento, che è difficile da compilare perché non si capisce chi deve farlo e chi no”.
“Non sappiamo chi deve partecipare perché in realtà sarebbe dovuto essere convocato dal Comune con un modulo precompilato da recapitare per raccomandata a tutti gli alloggiati nei Map e nel progetto C.a.s.e., e non con un avviso online”, continua Ferroni.
Secondo l’esponente Adiconsum, “il vero problema è determinare se chi è andato via da poco da questi alloggi, o ci entrerà a breve, dovrà partecipare o no, perché si spera che i cittadini non debbano avere delle sorprese più in la, magari con Equitalia alla porta – sottolinea – La persona doveva essere convocata al censimento singolarmente dal Comune”.
Ad aumentare la difficoltà nei confronti di questo censimento ci si mette il mezzo usato per farlo conoscere alla popolazione: “Se uno non ha letto il giornale o non va su Internet non ne sa nulla, e non sa che ha meno di 30 giorni per presentare tutti i suoi dati al Comune! A oggi il 40% degli interessati non sa assolutamente se devono compilarlo o meno”.
Sulla questione della privacy, violata secondo molti degli interessati, Ferroni ribadisce che “il Comune ha chiesto l’Isee e il reddito anche ai proprietari di casa che, secondo la delibera della stessa amministrazione sugli affitti, pagano la loro quota in base ai metri quadri e non in base al reddito, perciò è un’informazione lesiva della privacy. Leggendo i dati, già in loro possesso, non serviva inserirli nuovamente nel censimento”.
PELINI: ”FUMO PER COPRIRE POSIZIONI ILLEGALI
Le critiche non scompongono più di tanto l’assessore Pelini. ”Credo che si stia alzando una cortina fumogena per nascondere le posizioni non in regola – controbatte – Ultimamente in questa città si sta inaugurando una stagione di tutti contro tutti che porterà alla sconfitta per tutti! Con questo censimento il Comune ha in mente di stilare un quadro coerente della situazione negli alloggi provvisori, basato sull’analisi dei dati forniti, chiedendo ai cittadini di collaborare per verificare chi non ha pagato i canoni di compartecipazione, perché molti purtroppo hanno preso quegli appartamenti come un villaggio Valtour in cui trascorrere un paio di mesi di vacanza”.
Quanto alle proteste sulla privacy, Pelini chiarisce il punto dicendo che “per i proprietari di casa, i dati sul reddito non sono obbligatori. Chi ritiene di avere un reddito Isee medio-alto e, quindi, non poter usufruire di eventuali agevolazioni, può non fornirli – chiarisce – Questi dati serviranno per stabilire i canoni di locazione che probabilmente verranno strutturati in 5 fasce di reddito, e non è una stranezza perché sono dati richiesti ovunque e per molti scopi”.
Sono gli affittuari, quindi, quelli più interessati alla questione del censimento.
“I costi che verranno richiesti si aggireranno sulle poche decine di euro al mese, considerando che il calcolo prevede un costo di 2.60 euro al metro quadro da moltiplicare per il valore dell’indice di zona, che va da 0.7 per Roio, a 1 a Sant’Antonio” continua Pelini.
“Lo scopo del Comune è la trasparenza e la chiarezza. Chi si rifiuta di consegnare il censimento forse ha da coprire chi non è perfettamente in regola”, conclude l’assessore.



