L’AQUILA – In un clima di tensione e “verità” discordanti all’interno del Comune dell’Aquila, alle prese ormai con il rimpasto di Giunta, spunta il successore di Sabrina Di Cosimo, assessore alla Cultura e al Turismo, defenestrata dal sindaco, Pierluigi Biondi, “per un comportamento non consono al ruolo”.
Da quanto appreso da fonti comunali, si tratterebbe di Walter Cavalieri, storico aquilano, ex professore di storia e filosofia, grande amico del primo cittadino del capoluogo abruzzese.
Il professore, però, dopo la pubblicazione della notizia, in una nota ha smentito quanto trapelato dagli ambienti di Palazzo Fibbioni: “Non conosco come abbiate potuto ipotizzare un mio possibile incarico quale nuovo assessore alla cultura. Posso solo smentire quanto da voi pubblicato. Sono stato il primo ad esserne sorpreso. Consiglio in futuro una maggiore cautela nella verifica delle fonti”.
Intanto questa mattina si è tenuto un confronto tra Biondi e i consiglieri del gruppo consiliare di Insieme per L’Aquila, che già nei giorni scorsi, in una nota, si erano detti “perplessi nel merito e nel metodo della scelta” e che, oggi, sono tornati a scontrarsi con il primo cittadino perché non interpellati.
A stretto giro, sempre da quanto apprende AbruzzoWeb, ci sarà un secondo faccia a faccia tra il sindaco e il capogruppo di Insieme per L’Aquila, Roberto Junior Silveri, che in una nota “scarica” l’assessore: “Ho incontrato, in rappresentanza dell’intero gruppo consiliare, il sindaco con il quale c’è stato un confronto circa le determinazioni che hanno portato al ritiro delle deleghe alla Di Cosimo. Biondi mi ha illustrato le ragioni della decisione e le modalità con cui è stata attuata. Preso atto delle ragioni del sindaco e delle non concordate e esternazioni dell’ex assessore il gruppo consiliare Insieme per L’Aquila prende atto e accetta il provvedimento adottato dal primo cittadino, nei confronti del quale si ribasice la fiducia”.
Intanto, dal canto suo sembra che anche Di Cosimo si sia adirata per l’incontro di chiarimento con Biondi, che si sarebbe dovuto tenere subito dopo il ritiro delle deleghe, ma saltato.
Una vicenda che sta imbarazzando il vice sindaco, Guido Quintino Liris, eletto tra i consiglieri regionali nella lista di Fdi, che è stato il primo sponsor della Di Cosimo.
Biondi non ha reso noto il motivo della cacciata dell’ex assessore e questo ha portato a una lunga serie di ipotesi, tra le quali quella secondo cui Di Cosimo avrebbe avuto un duro scontro con il sindaco, dopo un alterco con Giampiero Marchesi, ex capo della struttura tecnica di missione della Presidenza del Consiglio dei ministri, che si occupa di ricostruzione.
Marchesi, però, da quanto appreso, avrebbe scritto una lettera alla Di Cosimo nella quale parla di un rapporto di cortesia e cordialità in quella stessa riunione e parla della sua figura dicendo che è stata strumentalizzata.
Lo strappo in maggioranza, dunque, non sembra destinato a rientrare e l’assessore defenestrato in un’intervista al quotidiano Il Centro, annuncia di voler parlare con il presidente della Regione, Marco Marsilio, e la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
Dalle colonne del quotidiano Il Messaggero, intanto, emerge un’altra ipotesi: un violento alterco con una dipendente comunale, all’interno degli uffici, che avrebbe colpito a tal punto il primo cittadino tanto da far scaturire la decisione di un allontanamento repentino, prima del previsto rimpasto di giunta.
Il fatto, suffragato da opportuna documentazione, risalirebbe alla fine del mese di novembre, ma il sindaco ne sarebbe venuto a conoscenza solo poche ore prima del licenziamento.
Secondo la ricostruzione e da quanto appreso, Di Cosimo avrebbe offeso, in modo grave e pesante, verbalmente e tramite messaggi Whatsapp, una sua collaboratrice, alla quale inizialmente sarebbe stato addirittura impedito di uscire dal suo ufficio.
Un episodio che avrebbe colpito a tal punto la dipendente da decidere di interrompere temporaneamnete la sua attività lavorativa e, stando a quanto riporta Il Messaggero, sarebbe stata giudicata non in condizione di lavorare dopo le opportune verifiche.
A commentare il caso è la stessa Di Cosimo, che sui social scrive: “La calunnia è un reato e trova la propria disciplina nell’articolo 368 del codice penale e si configura quando un soggetto, per mezzo di denuncia, querela, richiesta o istanza, accusi di un reato una persona della quale conosce l’innocenza a suo carico le tracce di un reato! La calunnia si deve ritenere configurabile sia quando il reato è stato commesso da altri e l’accusatore ne sia consapevole, sia quando il reato è esclusivamente il frutto della fantasia di costui”.
“L’interesse tutelato da questa norma è quello del corretto funzionamento della giustizia, perseguito evitando che venga instaurato un procedimento nei confronti di un soggetto che è innocente, o per non avere commesso il fatto o per avere agito in presenza di cause di giustificazione”, prosegue.
Il reato di calunnia si considera un reato pluri offensivo, perché l’oggetto della tutela apprestata dall’articolo 368 del codice penale è ravvisato anche nella libertà dell’innocente accusato e nel suo onore. La calunnia dilania il cuore delle persone, logora le esistenze, svuota le anime e le porta alla morte”, aggiunge.
Di Cosimo, infine, paragona quanto le sta succedendo a quanto accaduto alla cantante e cantautrice italiana Mia Martini e il ciclista Marco Pantani: “Io di certo non farò la fine di Mia Martini o di Marco Pantani! Non mi lascerò morire dentro casa… Quando una ha la coscienza a posto ha la calma e la tranquillità per difendersi ed è quello che farò in tutti i luoghi, politici e non. Ormai, nel bene e nel male, mi conosce tutta la città! Sono una leonessa, sono una tosta!”, conclude.




