L’AQUILA – “Il Comune ad oggi non ha alcun documento per poter procedere nei confronti di Mario Di Gregorio. Se il sindaco deciderà di prendere dei provvedimenti lo farà per motivi di opportunità, ma non per altro”.

Ad affermarlo è l’assessore al Personale del Comune dell’Aquila, Giuliano Lalli, riguardo il caso del dirigente del servizio Area ricostruzione ed emergenza sisma del Comune dell’Aquila, Di Gregorio, indagato dalla Procura dell’Aquila per aver modificato l’esito della scheda di rilevazione dei danni della casa materna, trasformandola da “A” in “E” per accedere a un contributo più ricco per la ricostruzione dell’immobile.

Questa mattina l’amministrazione comunale dell’Aquila avrebbe dovuto decidere se e come procedere nei confronti di Di Gregorio, ma il sindaco ha voluto prendere tempo per vederci chiaro.

Come ha spiegato l’assessore “il giudice non ha inviato nulla al Comune e allo stato della procedura non può inviare nulla perché stanno ancora facendo delle indagini”.

Su un’eventuale trasferimento al settore Opere pubbliche, l’assessore dice di non sapere nulla, “anche perché qualsiasi decisione, comunque, spetta al sindaco”.

Oltre al dipendente dell’amministrazione sono indagati anche sua madre, Bruna Mastrantonio, Luca Pelliccione, aquilano, geometra comunale che ha partecipato alla stesura della classificazione dell’immobile, e Giovan Battista Masucci, progettista che ha seguìto i lavori di ricostruzione dell’edificio effettuati dalla impresa Domus dei fratelli Gizzi.

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