L’AQUILA – “La società All In One, azienda appartenente al Gruppo Spee, dopo tredici mesi scopre che il vero motivo ostativo al ‘diniego di permesso a costruire’ il suo nuovo insediamento industriale nel Nucleo Industriale di Pile in L’Aquila non è più dovuto ai ‘contrasti con l’art.16 delle norme dell P.R.T.E., poiché nelle zone per industriali non è ammesso un fabbricato per beni e servizi’, ma perché la zona industriale di Pile è area soggetta ad alluvioni, classificata con un grado di pericolosità molto elevato”.

Continua la polemica riguardo l’ampliamento negato nel nucleo industriale di Pile del gruppo Spee, che in una nota riporta quanto appreso dall’Autorità dei Bacini di Rilievo Regionale dell’Abruzzo, che “smentisce quanto asserito nel verbale redatto dalla Conferenza di Servizi indetta dal Comune dell’Aquila”.
 
“In virtù di ciò – si legge nella nota – ‘l’intervento in oggetto, anche se rimodulato progettualmente, non è consentito, né trova riscontro quanto asserito in sede di Conferenza di Servizi, in quanto la realizzazione di un impianto industriale produttivo (o di beni e servizi) non rientra nell’ambito di applicazione dei citati artt. NTA del PSDA”.

Finora, quindi, denuncia il gruppo, i dipendenti che lavorano dal 2008 nell’esistente insediamento Panopticon e i relativi beni aziendali, “secondo il parere recepito, sono stati e sono esposti ad alto rischio”.

“Essendo l’area esposta a un grado di pericolosità molto elevato (P4),  la salvaguardia dell’incolumità delle persone e dei beni esposti attualmente in quest’area, non essendo state vietate le attività industriali attualmente svolte, sarebbero di fatto di responsabilità dell’impresa e quindi del  solo datore di lavoro”.

Il prossimo 1 luglio alle 10 presso la sede Panopticon del gruppo Spee nel nucleo industriale di Pile si terrà una conferenza stampa del presidente del gruppo, Luciano Ardingo, presidente che fornirà ulteriori elementi sulla vicenda.