L’AQUILA – “Stiamo assistendo a un inasprimento dei toni assolutamente eccessivo e sterile, definire tout court ‘abusivi’ i cittadini che dopo il terremoto adottarono la delibera comunale numero 58 del 25 maggio 2009 non è infatti corretto nel rispetto di quanti, sono certo essere i più, nel dare pragmatica realizzazione al provvedimento, mai hanno inteso trarne profitto e beneficio in modo subdolo e poco chiaro, ‘abusivo’, appunto”.
Lo scrive in una nota Gianni Padovani, capogruppo del Partito socialista italiano in Consiglio comunale all’Aquila, del “anche a nome e per conto del gruppo che rappresento, composto da Antonio Nardantonio e Giancarlo Vicini”, intervenendo sul Comitato 58 e sulla questione delle ‘casette’ costruite in seguito al sisma del 6 aprile del 2009.
“Molti di loro – afferma Padovani – avranno adottato le soluzioni illustrate dalla sopradetta delibera spinti unicamente dall’impellente emergenza a tutti nota, ritenendo la scelta effettuata la più consona rispetto alle proprie esigenze. Puntare oggi il dito contro questi cittadini è per noi superficiale e semplicistico, di nuovo l’errore più banale nel quale si possa incorrere: fare di tutta l’erba un fascio!. Noi riteniamo che, vista la serietà e la delicatezza dell’argomento, sia magari il caso di andare ad analizzare singolarmente queste realtà, caso per caso, comprenderne vicissitudini, intenti, necessità, adottare un approccio di tipo analitico ed istruttorio delle varie casistiche, ‘scomodarsi’, ‘adoperarsi’, per dirla in termini volutamente un po’ provocatori! Troppo facile e repentino, ripeto, appiattire l’intera vicenda in un sol fascicolo, a far questo sarebbe bravo chiunque, all’ Amministrazione facente capo al Comune di una città Capoluogo di Regione è lecito chiedere qualcosa in più!”.
“Dal nostro punto di vista, poi, ed è questo un aspetto da iniziare a prendere in seria considerazione – continua il capogruppo Psi in Consiglio comunale – la soluzione più logica andrebbe individuata, sul piano normativo e nel pieno rispetto della legalità, dalla tante volte menzionata, e da molti agognata, predisposizione del nuovo Piano Regolatore, eventualità che riuscirebbe finalmente a sottoporre alla dovuta attenzione molte delle “grane” che da anni si dibattono stancamente in seno all’amministrazione!”.
“In merito ai commenti rivolti alla delibera comunale 58 – aggiunge – tutta onestà è innegabile il suo contenuto di invito, di richiesta alle persone a non abbandonare la città, nonostante il mio parere di aquilano resta saldo nella convinzione che una simile scelta debba comunque avvertirsi forte in propria coscienza, il messaggio è letteralmente espresso dall’Articolo 5, comma 2, laddove si legge senza margine di equivoco: ‘…al fine di scongiurare l’esodo verso differenti città dell’Abruzzo o di regioni limitrofe’. Per conto nostro, la delibera 58 venne partorita nell’immediato post-sisma, sulla scia del dramma e dell’emergenza, da amministratori, compreso il sottoscritto, che si impegnarono, giustamente e doverosamente, nel solo interesse di tutelare la propria cittadinanza, senza stare lì a far calcoli machiavellici sulle problematiche che ne sarebbero derivate a distanza di anni”.
“Il mio e il nostro auspicio, oltre che impegno attivo come in ogni questione amministrativa avente ad oggetto l’interesse della città, è che il buon senso e l’intelligenza abbiano la meglio su ogni altra logica di intervento finalizzata ad obiettivi diversi dal solo che sosteniamo con forza e decisione, quello della ‘rinascita e ricostruzione’ del capoluogo abruzzese: L’Aquila!”, conclude Padovani.



