L’AQUILA – Le case popolari di San Gregorio saranno evacuate nei prossimi giorni.

La decisione arriverà attraverso un’ordinanza del sindaco, Massimo Cialente, da firmare nei prossimi giorni, dopo le verifiche effettuate da alcuni tecnici incaricati dal Comune dell’Aquila a seguito del terremoto del 24 agosto scorso, che avrebbero certificato l’alto rischio degli alloggi.

L’assessore ai Lavori pubblici Maurizio Capri, che ha preannunciato la decisione durante una riunione con gli inquilini, conferma la presenza di “problemi strutturali” e spiega che la scelta sulle soluzioni abitative alternative avverrà in modo condiviso coi residenti.

Tra le ipotesi, ci sono alcuni Map liberi nella stessa San Gregorio, e altri moduli abitativi provvisori e alloggi del progetto C.a.s.e. a Paganica.

“Sono passati 2.555 giorni e dopo tutto questo tempo l’amministrazione si accorge che gli abitanti delle case comunali di San Gregorio rischiavano la vita perchè ci si è resi conto che sono inagibili – dice Franco Marulli dell’Assocasa Ugl -. Quasi otto lunghissiimi anni vissuti in balia della vita”.

“Questo è il modello L’Aquila?” si domanda Marulli, che annuncia battaglia a tutela delle 60 famiglie residenti.

Quello della mancata ricostruzione delle case popolari è uno dei coni d’ombra del post-terremoto dell’Aquila, nei giorni scorsi l’ex parlamentare Pio Rapagnà ha rilanciato il tema pubblicando su Facebook un vero e proprio reportage fotografico che mostra come la grandissima parte delle abitazioni sia ancora diroccata.