L’AQUILA – “Il caro scuola non corrisponde alla realtà. Non abbiamo aumentato le tariffe in maniera generalista, ma adeguandole ai redditi”. 

L’assessore al Sociale del Comune dell’Aquila Emanuela Di Giovambattista non fa passi indietro, nonostante le proteste di questi giorni di cittadini e genitori per l’aumento delle tariffe dei servizi a domanda individuale di pre e inter scuola, asili nido, mensa e trasporto scolastico.

Le proteste in questi giorni si sono sollevate inoltre anche per la minaccia di una chiusura di due dei tre asili nido comunali.

“Si tratta di una scelta politica sulla base di un principio costituzionale che dice che i cittadini sono tenuti a compartecipare alla spesa pubblica secondo le loro capacità di contribuzione economica – spiega – Esentiamo ovviamente chi ha un reddito bassissimo al di sotto della fascia di povertà. Prima di adesso tutti pagavano le stesse cifre con spese da capogiro per i servizi a carico dell’amministrazione e di conseguenza di tutti i cittadini”.

Secondo le nuove disposizioni, la contribuzione delle famiglie è individuata sulla base delle capacità economiche dei beneficiari con l’applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente: sono state aumentate le tariffe per i redditi superiori a determinate soglie e non hanno subito variazioni le fasce al di sotto degli 8mila euro di reddito Isee.

Le famiglie con reddito Isee da zero a 2 mila euro saranno esentate dai costi per i buoni pasto e per il trasporto scolastico. 

Per i redditi Isee sopra i 2 mila euro e fino a 4 mila euro un blocchetto da 25 buoni pasto costerà 15 euro, mentre la retta mensile per il trasporto 10 euro.

Sopra i 35 mila euro di reddito Isee il blocchetto dei buoni pasto costerà 72 euro e l’abbonamento mensile per l’autobus 40 euro. 

Per le rette mensili degli asili nido si va dai 46,48 euro con Isee fino a 2 mila euro, a 110,02 euro con Isee fino a 10.500 euro, a 284,05 euro con Isee fino a 20mila euro, per finire a 350 euro con Isee oltre i 30mila euro.
 
“Non sono servizi sociali, ma a domanda individuale – aggiunge la Di Giovambattista –  I comuni possono decidere di non darli. Il pre- inter scuola, ad esempio è un servizio che in Abruzzo non fa più nessun Comune. Costa un milione di euro l’anno a fronte di una contribuzione da parte dei genitori che non arriva a 78 mila euro, il resto lo pagano tutti i cittadini”.  Altro esempio che cita l’assessore, il trasporto scolastico che “alla collettività costa 1,3 milioni e i cittadini che ne usufruiscono compartecipano solo per il 10 per cento, cioè circa 130 mila euro”. 

“La cosa ingiusta era proprio la tariffa standard valida per tutti, non il pagamento in base all’Isee – sottolinea – Si tratta di servizi che costano e vanno a incidere sulla collettività. L’approvazione c’è stata durante il Consiglio comunale ”.

L’armonizzazione con il reddito Isee delle tariffe relative ai servizi a domanda individuale èstata approvata durante un Consiglio comunale dello scorso luglio, “ma in quell’occasione – sottolinea la Di Giovambattista in riferimento alla minoranza – nessuno ha proposto emendamenti. I pareri sfavorevoli ci sono stati solo dopo”. 

Riguardo invece la paventata chiusura degli asili nido, l’assessore ha invece spiegato in una nota che ”non è assolutamente volontà dell’amministrazione comunale quella di chiudere gli asili nido, rispetto ai quali, dunque, si sta diffondendo un inutile allarmismo”, anche se ha puntualizzato che i contratti dei precari non potranno essere rinnovati. 

LA NOTA DELL’ASSOCIAZIONE MAMME PER L’AQUILA

A seguito delle decisioni contenute nella delibera del comune circa la variazione dei parametri per servizi scolastici e asili nido, i genitori sono seriamente impegnati su questo fronte di esigenza assoluta. Per la sana prosecuzione di una possibile vita che non debba mettere in gioco la serenità delle famiglie impoverite dalle quote previste per la frequenza e soprattutto per le mense scolastiche sulla cui qualità e ulteriori aspetti non secondari esige il massimo livello di attenzione e responsabilità.

Corre l’obbligo di rammentare, per chiarezza, che la posizione di Mamme per L’Aquila è equidistante da ogni raggruppamento politico ovunque rappresentato e super partes rispetto ai contatti frequenti con i rappresentanti istituzionali che si apprezzano o meno solo dal punto di vista dell’impegno che ciascuno di essi rivolge alla città e alle nostre esigenze reali e sentite!

Vogliamo essere certe e che in un incontro da concordare urgentemente, arriveremo ad una possibile ipotesi di revisione concordate sotto il profilo economico e qualitativo.

Non è da trascurare ma da osservare attentamente la precarietà delle sedi adibite a istituto scolastico,sedi provvisorie di cartapesta dove viene messa ancora di nuovo in discussione la sicurezza dei bambini. E sottolineiamo con fermezza l’assurdità di far consumare i pasti nelle medesime sedi dove avviene l’attività scolastica e ludica. Bisogna convergere su una possibile alternativa di destinare un’apposito spazio igienicamente e opportunamente predisposto per la consumazione del pasto dei bambini.

Inoltre porgiamo particolare attenzione sulla qualità del pasto, che spesso non viene consumato dai bambini rimanendo digiuni.
Sempre più convinte che non ci troviamo in una situazione normale ma tutt’ora di reale emergenza chiediamo venga rivisto l’emendamento del “caro scuola” e la cooperazione con direzioni scolastiche e comuni limitrofi 
per apportare soluzioni a quanto i cittadini vi chiedono.

Alla luce di tutto ciò abbiamo pensato di istituire due tavoli uno con comuni limitrofi, per ovviare alla soluzione dei non residenti e l’altro per collaborare con direzioni scolastiche, per trovare soluzioni per il cibo spesso non gradito dai bambini e altre peculiarità che potremmo portare all’attenzione delle stesse.

Inoltre richiamiamo all’attenzione il comune ad apportare un’agevolazione di almeno del 50% sul secondo e terzo figlio.

Considerando che i valori di riferimento Isee sono stati attuati senza eseguire nessuna indagine sui valori attuali del costo della vita e gli indici aggiornati Istat relativi ai livelli di reddito, chiediamo la revisione delle fasce, che non compete a noi stabilire.

Sperando l’accoglimento delle nostre proposte e non contestazioni.