L’AQUILA – Dalla capitale della cultura alla capitale delle scie chimiche.
La trasformazione sarà ufficiale all’Aquila tra circa un mese e mezzo, il 19 novembre presso l’Auditorium del Parco, dove, dalle 9 alle ore 18, organizzato dall’associazione “Riprendiamoci Il Pianeta – Movimento di Resistenza Umana e Alternativa Riformista Umbria”, si terrà il convegno “Chemtrails (scie chimiche) geoingegneria e manipolazione climatica e ambientale”, organizzato, specificano gli organizzatori, “su invito e con il Patrocinio del Consiglio Comunale de L’Aquila”.
Il convegno segue, infatti, la clamorosa iniziativa legislativa del Consiglio comunale del capoluogo che, lo scorso 25 febbraio, sotto i riflettori dei media nazionali ha approvato un ordine del giorno che vedeva come primo firmatario il consigliere Ermanno Giorgi (Centro democratico, ma firmato anche da Marco Cimoroni dell’Api, dal capogruppo di Forza Italia Guido Liris e da quello di Noi con Salvini, Emanuele Imprudente. Aveva firmato anche il capogruppo del Partito democratico Stefano Palumbo che poi, dopo una “lettura attenta” dell’odg, ha annunciato di aver rimosso la firma), avente per oggetto “scie chimiche e informazione”, con il quale “si impegnano il Consiglio, il sindaco e l’amministrazione a farsi promotori presso il Governo affinché si chiarisca la situazione”.
Il documento rileva in premessa che si ritiene “ormai inderogabile che su questo ‘misterioso e preoccupante’ tema il Governo italiano informi tutti i cittadini”, data la “massiccia e continua immissione di sostanze che possono essere nocive”.
E ora il convegno. “Per la prima volta, dopo oltre dieci anni di irrorazioni quotidiane su tutto il territorio nazionale, un Consiglio Comunale coglie il problema e decide di ascoltare la voce delle associazioni e dei liberi ricercatori che studiano il fenomeno e lo documentano continuamente sul web – si legge nella nota proprio in riferimento a quella iniziativa – Parleremo quindi di scie chimiche, di industria bellica, di studi, documentazioni e brevetti relativi a una tecnologia altamente distruttiva in grado di scatenare tutti quei disastri ambientali che subiamo e che si sono misteriosamente moltiplicati dall’inizio del nuovo millennio”.
Secondo i promotori del convegno, “sembra che la gente non sappia o non voglia sapere; noi siamo convinti che siano soprattutto le istituzioni che vogliono ignorare il problema e che ci invitano a disinteressarcene. È il momento di dare testimonianza del senso di responsabilità popolare che non può ignorare l’evidenza, non può e non vuole, far tacere la propria coscienza – scrivono ancora – Invitiamo tutti i liberi cittadini e i gruppi costituiti, che hanno studiato, visto e capito la pericolosità di queste attività a pronunciare la propria adesione e a sostenerci”.
“Renderemo pubbliche le vostre adesioni, affinché le istituzioni capiscano che il popolo è vivo, è attento alla vita e non sostiene la distruzione del pianeta e della civiltà umana”, concludono.
La cosa, a prescindere da come la si pensi sul tema, sembra non essere stata presa troppo sul serio: nell’elenco dei sostenitori con un modulo online da compilare, accanto a molte adesioni da Modena, Roma e un paio anche dal capoluogo si leggono firme palesemente false e denigratorie tipo “Sono tutte cazzate da Firenze” oppure “Belen da Youporn”. (alb.or.)





