L’AQUILA – Anche il Consiglio studentesco dell’Università dell’Aquila si mobilita in difesa della residenza Campomizzi.

In una lettera, inviata al rettore (in carica fino a ottobre) Ferdinando Di Orio, al direttore amministrativo, Pietro Di Benedetto, al presidente dell’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari, Francesco D’Ascanio e al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il consiglio chiede espressamente di tutelare la residenza, che attualmente ospita 400 studenti fuori sede, dalla possibilità di dismissione della caserma che verrebbe riacquisita dall’esercito.

È quanto ha stabilito un documento di intesa firmato da sette ministeri, oltre che da Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell’Aquila per la realizzazione di un “nuovo polo scolastico, culturale e sportivo dell’Aquila nella caserma “Rossi”.

Contro questa decisione si è mobilitata anche l’Adsu, che ha scritto una lettera al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e al premier, Enrico Letta, chiedendo la concessione di un comodato d’uso ventennale.

LA LETTERA DEL CONSIGLIO STUDENTESCO

Nella Carta d’intenti per L’Aquila del 18 Aprile 2013 firmata da sette ministeri, oltre che da Regione Abruzzo, Provincia e Comune dell’Aquila, si prevede la realizzazione di un nuovo polo scolastico, culturale e sportivo.

La realizzazione di questo nuovo polo scolastico, secondo le ultime notizie di cronaca, dovrebbe avvenire nella caserma “Rossi” che così verrebbe dismessa dal Ministero della Difesa. Tutto ciò a scapito della (ormai ex) caserma “Campomizzi” che verrebbe riacquisita dall’esercito.
Il Ministero della Difesa ha manifestato il proprio interesse per la Campomizzi negando all’ADSU la possibilità di prolungare il comodato d’uso gratuito in scadenza al 2015.

La Residenza Campomizzi, che ad oggi ospita oltre 400 studenti fuori sede (molti beneficiari di borsa di studio) ed eroga circa 800 pasti al giorno, è una risorsa molto importante non solo per l’Università ma anche per tutta la città dell’’Aquila e rappresenta, inoltre, l’unica offerta di posti letto pubblici per gli studenti universitari in tutto l’Abruzzo.

Un patrimonio del genere va tutelato e difeso in tutti i modi possibili. E’ innegabile come la sua posizione strategica rispetto alla dislocazione dei poli universitari, la risposta alla domanda di posti letto pubblici e l’offerta di servizi quali mensa e sale studio abbiano permesso l’identificazione della Residenza Campomizzi come “campus all’interno della città” a tutti gli effetti, l’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari vi ha anche programmato dei propri investimenti per i prossimi anni. Il progetto di difesa e potenziamento della Campomizzi si inserisce coerentemente nel disegno OCSE (“L’Aquila 2030 una strategia di sviluppo economico”) di università residenziale con 20.000 studenti residenti. Per arrivare a questo obiettivo serviranno almeno ulteriori 1500 posti letto pubblici da realizzare in 3 anni.

Restituire la Campomizzi all’esercito, con i suoi 440 posti letto circa (gli unici attualmente a gestione diretta dell’Adsu) dopo aver investito 13,5 milioni di euro per riqualificarla, sarebbe un implicito atto di rigetto dell’idea che l’Università possa svolgere un ruolo attivo e centrale nello
sviluppo della città, nonchè un evidente spreco di risorse pubbliche.

In realtà bisognerebbe andare proprio nella direzione opposta, ovvero prevedere il potenziamento e l’ampliamento della Residenza Campomizzi.

Il Consiglio Studentesco ribadisce l’importanza rivestita dalla Residenza Campomizzi per il sistema Città-Università e chiede al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione di approvare una mozione che impegni il Rettore e gli Organi Accademici nella difesa della
Campomizzi come campus universitario.