L’AQUILA – “In un momento storico come quello che stiamo vivendo, resto senza parole per ciò che mi trovo a leggere a firma di altra sigla sindacale. Voglio intanto complimentarmi con il collega che ha finalmente ritrovato la voglia di ‘impugnare la penna’ e tornare a farsi sentire per i diritti dei lavoratori dell’azienda Comdata Spa che all’Aquila impiega circa 500 lavoratori”.

Ancora polemiche sul fronte del call center Inps dell’Aquila.

A intervenire questa volta è Francesca Fantasia, neo segretario, per la provincia dell’Aquila, del sindacato Ugl Telecomunicazioni, riferendosi, senza farne il nome, ad Antonio De Simone, segretario Fistel Cisl Abruzzo-Molise, che ieri, sempre senza nominarli, si era scagliato proprio contro l’Ugl del neo segretario regionale per il settore telecomunicazioni, Venanzio Cretarola, rei, secondo De Simone, di “Fare danni” e di aver scritto nei giorni scorsi “Un roboante comunicato per rimarcare i propri numeri di rappresentanza dei lavoratori”

“Non ci interessa una rappresentanza fine a se stessa, magari a beneficio di alcuni ed a danno del territorio aquilano e delle aziende che vi operano”, aveva rimarcato De Simone, al quale poi ha risposto Cretarola, tirando in ballo anche Cgil e Uil: “Non pensavamo che Comdata avesse bisogno di uno o più sindacati per una sorprendentemente acritica difesa d’ufficio limitata esclusivamente ad incensare l’azienda. Prima Cgil Cisl e Uil di categoria riemergono dal letargo solo per protestare perché alcuni partiti hanno presentato una sacrosanta interrogazione in Consiglio comunale che chiede la verità sulle condizioni di sicurezza della sede di lavoro del Contact Center Inps, citando documenti di Regione e Asl in cui si parla di notizie di reato. Non protesta Comdata; protestano loro tre”.

“Si tratta, ovviamente, di miei colleghi – scrive quindi Fantasia – che vado fiera di rappresentare e con i quali condivido un intenso percorso di analisi e confronto da molto prima del 1° dicembre 2019. Volti, nomi e soprattutto persone ancor prima che iscritti, con i quali interagire personalmente e da ascoltare, uno a uno, non per interposta persona. Mi ero preoccupata nel corso dell’ultimo anno di non aver letto molto da parte sua su quella che è stata ed è la nostra condizione lavorativa, ma prendo atto che in effetti le notizie riportate da altra sigla sono non solo discordanti, ma completamente distorte da quelle che arrivano alle mie di orecchie e che, oserei dire, vivo in prima persona. Eppure, io parlo con tante persone. Quali sarebbero i pochi di cui si parla?”.

“Il confronto costruttivo con l’azienda – continua la neo segretaria provinciale aquilana – è stato più volte sollecitato e resta un obiettivo primario, così come lo è l’assicurare il livello occupazionale all’interno dell’attività gestita. Mi sento però di sottolineare che il ruolo del sindacato è quello di garantire sì il lavoro, ma senza asservirsi solo alla volontà e alle necessità aziendali, che troppo spesso rischiano di collidere con i diritti dei lavoratori stessi, trattati alla stregua degli strumenti di lavoro, facilmente sostituibili ed intercambiabili”.

“Al mio collega voglio solo dire che sarebbe auspicabile sedersi allo stesso tavolo sindacale per difendere insieme i lavoratori e non continuare ad oscurare i problemi che questi segnalano fingendo di discutere attaccandosi tra organizzazioni sindacali, tessendo solo le lodi dell’azienda. Un’altra buona occasione persa per continuare a restare nell’ombra”, conclude. (r.s.)

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