L’AQUILA – “Inps elimina illegittimamente 130 posti di lavoro a L’Aquila, tanto per cominciare. E non si conoscono le sorti dei 3.300 addetti a livello nazionale. Chiediamo pubblicamente alle Istituzioni abruzzesi e a tutte le forze politiche un confronto urgentissimo per fornire loro i dettagli e ogni approfondimento ulteriore scongiurare un illegittimo attacco all’occupazione aquilana e abruzzese”.
Torna a tuonare Venanzio Cretarola, segretario regionale Ugl Telecomunicazioni Abruzzo, sulla vertenza del call center Inps che ha centinaia di operatori anche nel capoluogo abruzzese. “È paradossale: – scrive Cretarola in un lungo comunicato – da anni riusciamo a far garantire alle aziende private la clausola sociale in tutti i cambi gestione dei call center, Inps invece crea illegittimamente esuberi di personale nella propria società partecipata. Da oltre un anno inoltre ci battiamo per garantire la qualità del servizio pubblico messo a rischio da una gestione centrata quasi esclusivamente sulla riduzione della durata dei contatti con gli utenti”.
“Da oltre un anno denunciamo la volontà di Inps di procedere alla internalizzazione del Contact Center-Ader, su cui all’Aquila lavorano da oltre dieci anni 560 operatori, affidando il servizio alla propria società controllata Inps Servizi spa, ma con procedure illegittime di selezione del personale”, prosegue il sindacalista.
“Ancora oggi il presidente dell’Inps, Tridico, continua inspiegabilmente a negare l’applicazione delle clausola sociale di garanzia occupazionale degli attuali addetti, imposta da una legge specifica e da diverse recentissime sentenze di Tar e di Cassazione. lnoltre, lo stesso Tridico continua a rifiutare di applicare la legge preferendo attuare, illegittimamente, una sorta di selezione pubblica simile ai concorsi, cui sono obbligati in realtà solo gli enti pubblici, non le società In House”.
Il RESTO DELLA NOTA
Questa procedura creerà inevitabilmente centinaia di esuberi e lo sperpero di risorse pubbliche in formazione di personale che dovrebbe sostituire gli operatori altamente professionalizzati che hanno finora garantito il servizio pubblico. Ieri – come da noi preannunciato invano da 4 mesi – l’Agenzia delle Entrate – ha formalizzato l’uscita dal Contact Center Inps in cui 213 operatori, oltre a gestire Inps prevalentemente Inps, gestivano il servizio Ader.
Il presidente Tridico ha incredibilmente confermato che da novembre prossimo i 213 sono fuori oppure, forse, dovrebbero andare a lavorare in una cooperativa sociale con sede lavorativa a Roma. Inoltre Tridico ha confermato che la selezione pubblica da lui “vagheggiata” escluderà coloro che posseggono titoli di studio inferiori al diploma superiore. All’Aquila sono 30 e ci sono dal 2010. Tridico quindi, in attesa dell’esito di una selezione pubblica illegittima e dalle caratteristiche “misteriose” ha già licenziato 130 lavoratori dell’Aquila.
Negli ultimi giorni, inoltre, abbiamo appreso per caso che cinque Deputati del Partito democratico, prima firma l’aquilana Pezzopane, hanno presentato un emendamento che invece di garantire la clausola sociale di tutela occupazionale (già prevista dalla legge) introduce elementi peggiorativi che aumentano i rischi occupazionali. Forse sono state fornite informazioni errate. Parliamone, per favore, prima di procedere! Ugl Telecomunicazioni, vista anche l’inerzia generale, ritiene indispensabile programmare forti e immediate iniziative di lotta. Tutti, ma proprio tutti, i 3.300 operatori del Contact Center hanno il diritto di mantenere il posto di lavoro che occupano da oltre dieci anni.






