LAQUILA – Il futuro in rossoblù di Giovanni Pagliari è l’argomento più importante per L’Aquila Calcio in questo primo scorcio di campionato, ma in società gli schieramenti pro e contro il tecnico marchigiano non riescono a trovare un punto di incontro.
Senza dubbio, il mister è sul banco degli imputati, ma Ercole Di Nicola, responsabile dell’area tecnica, che con Pagliari ha allestito la squadra, non è così convinto dell’esonero, in netto contrasto con chi in società ormai mal digerisce l’allenatore, cui vengono mosse delle critiche, anche da una parte di pubblico, per mancanza di idee chiare su come far giocare la squadra.
Insomma, cinque pareggi e una sconfitta nelle prime sei giornate nel girone B di Lega Pro hanno evidenziato, al di là delle grosse difficoltà sul campo di una squadra allestita per primeggiare, la poco felice situazione in ambito dirigenziale, ma anche un certo malumore tra alcuni esponenti del sodalizio aquilano per la prima rabbia della tifoseria, che fino al pareggio per 1-1, casalingo, di sabato scorso contro il San Marino si era sempre dimostrata comprensiva nei confronti di squadra e tecnico.
“Sono amareggiato – commenta il vice presidente Massimo Mancini – nessuno di noi merita questo trattamento, per L’Aquila stiamo facendo grossi sacrifici allestendendo da anni una squadra all’altezza. Se continuano questi episodi sono pronto ad andare via”, in riferimento a una contestazione avvenuta in tribuna.
Il siluro però Mancini lo riserva a Pagliari, che in caso di dimissioni potrebbe lasciare spazio ad esempio ai fratelli Sanderra, già in rossoblù alla fine degli anni’ 90 con un campionato di Serie D stravinto.
“Mi ha deluso perché ieri dopo la partita mi aspettavo un’ammissione di responsabilità, una posizione più umile, invece ha scaricato tutto sui giocatori che secondo lui non possono dare di più. Oggi ci riunieremo per esaminare la situazione, ma è chiaro che le dichiarazioni del tecnico ci hanno messo in grande difficoltà e ci hanno contrariato”.
Per Ercole Di Nicola, però, la situazione è difficile “ma è anche vero che in alcuni frangenti ci ha detto male, vedi quegli episodi con la palla che proprio non ne vuole sapere di entrare”.
“Siamo a sei punti dalla vetta, quindi nessun allarme – continua – senza dubbio dobbiamo confrontarci col tecnico perché la squadra è forte e deve farlo vedere. Io sono convinto che basterà poco per vederci primeggiare, le critiche dopo sei giornate non hanno senso”.






