L’AQUILA – Ora è ufficiale: il leader dell’opposizione in Consiglio regionale Luciano D’Amico sarà il candidato del centrosinistra alle elezioni suppletive di Chieti del 15 e 16 novembre prossimi.

L’investitura è arrivata nel pomeriggio dopo che anche il Movimento 5 stelle ha sciolto il nodo.

Ieri era stata la direzione provinciale del Pd ad aver dato il via libera all’ex rettore della Università dell’Aquila, candidato alla presidenza della Regione perdente con il governatore, Marco Marsilio, di FdI, alle elezioni del marzo del 2024.

Secondo quanto si è appreso, D’Amico ha superato le resistenze del gruppo che fa capo al deputato Daniela Torto: in questo caso, è stato decisivo il volere del gruppo in Consiglio regionale del M5S, con i due consiglieri Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini, che hanno sempre sostenuto il prof che per la verità, come capo dell’opposizione del campo largo in Consiglio regionale, non è mai stato riconosciuto come tale dagli alleati, sia per i ritmi lavorativi che in termini di esperienza e leadership politica.

D’Amico incrocerà il consigliere comunale di Chieti, Mario Colantontonio, della Lega, in un collegio in cui la partita viene considerata aperta.

Sempre stando a quanto trapela, in caso di vittoria, D’Amico si dimetterà subito dal Consiglio regionale per un mandato parlamentare che durerà nella migliore delle ipotesi meno di un anno.

E al suo posto il Pd guadagnerà un consigliere in più, Anna Bosco, di Vasto, prima dei non eletti, vicina al segretario regionale, Daniele Marinelli.

E sempre stando a quanto trapela, in caso di vittoria D’Amico andrebbe al gruppo misto per poi passare al Movimento 5 Stelle per poi giovarsi con buone chance della conferma alle elezioni politiche del prossimo anno.

Risultato: un pretendente in meno come candidato del Pd e via libera alla conferma dei parlamentari Michele Fina e Luciano D’Alfonso.

E per il campo largo in Consiglio regionale la possibilità di riorganizzare un’opposizione al centrodestra di Marsilio finora percepita dagli stessi cittadini insufficiente ed inefficace e di porre fine a incomprensioni, battibecchi e profonde divergenze, vedi quelle con Sandro Mariani, Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna.