L’AQUILA – “Dispiace di essere saliti agli onori della cronaca per una questione che, probabilmente, avremmo dovuto risolvere in casa nostra” ma “era anche doveroso come società non insabbiare quanto accaduto”.

Così L’Aquila Calcio, in una nota stampa, la quarta in due giorni, stavolta parlando come società collettiva, commenta il caso che ha spaccato il club, con una lite furibonda tra l’allenatore, Massimo Morgia, e l’amministratore unico, Antonio Ranucci, combattuta a colpi di comunicazioni istituzionali ai media, lavando in piazza i panni sporchi, e la squadra che ha sostenuto il tecnico. Tutto questo nel silenzio del presidente, Corrado Chiodi, e dei soci.

Soci che oggi, solo dopo una forte sollecitazione, hanno risposto a una nota del supporters’ trust “L’Aquila me’” che chiedeva chiarezza: e per il club, “gli obiettivi sono stati dichiarati a inizio stagione e se non avessimo voluto vincere non avremmo mai investito altri fondi per prendere giocatori importanti”.

“Anche se qualcuno pensa il contrario, è una società seria che sta mantenendo gli impegni presi con tutte le difficoltà che ogni azienda, anzi ogni famiglia, può avere in un momento delicato non solo per noi ma per l’economia della città in generale”, hanno aggiunto quelli della società, sebbene Ranucci abbia parlato di mancanza di risorse di base e di “firmette in banca”.

Una situazione che non piace ai tifosi, che denunciano “incertezza finanziaria, soci assenti, scarso rispetto dei ruoli, mancata o scarsa collaborazione tra le diverse componenti del sodalizio: come ogni anno, puntuale sembra ripetersi il solito film che ha finito per disorientare e far disamorare la tifoseria rossoblù”.

“Occorre indicare con chiarezza il progetto sportivo e il modello gestionale che si intende portare avanti e, soprattutto, qual è l’interesse che anima ancora gli attuali soci”, concludono.

LA NOTA DEL SUPPORTERS’ TRUST

Con riferimento alle gravi problematiche palesatesi in questi ultimi giorni in merito alla gestione della società L’Aquila Calcio 1927 e alle divergenze emerse tra parte della dirigenza e lo staff tecnico, il Supporters’ Trust L’Aquila me’ ritiene anzitutto incomprensibile che i massimi vertici del sodalizio, ossia i soggetti naturalmente deputati a esprimere la volontà del club, non si siano ancora pubblicamente pronunciati sulla vicenda.

La ridda di comunicati succedutisi nelle ultime ore, che hanno prodotto l’unico risultato di far nuovamente sprofondare nel ridicolo L’Aquila Calcio agli occhi del panorama calcistico, rende un intervento chiarificatore della proprietà assolutamente necessario.

Quando, all’indomani della retrocessione della scorsa stagione sportiva, la tifoseria aquilana ha posto un chiaro aut aut a questa compagine societaria, semplificato nello slogan “O vincete o lasciate!”, essa ha chiesto non solo di allestire una rosa competitiva in grado di lottare fino all’ultimo per il ritorno dei rossoblù nel calcio professionistico, ma anche, per citare un nostro comunicato del 1° giugno 2016, significativamente intitolato “Basta umiliazioni!”, di “riprogrammare il futuro con serietà, lungimiranza e trasparenza”.

L’arrivo a L’Aquila di un allenatore carismatico come Massimo Morgia, dichiaratamente intenzionato a realizzare insieme alla società un progetto calcistico di medio-lungo termine, fondato sulla valorizzazione dello stadio e del settore giovanile, è sembrato per qualche tempo poter essere garanzia di una reale discontinuità nella gestione del club, ma dopo appena qualche mese i problemi sono riemersi, fino al cortocircuito comunicativo di questi giorni.

Incertezza finanziaria, soci assenti, scarso rispetto dei ruoli, mancata o scarsa collaborazione tra le diverse componenti del sodalizio: come ogni anno, puntuale sembra ripetersi il solito film che ha finito per disorientare e far disamorare la tifoseria rossoblù.

Di fronte a questo spettacolo poco piacevole la proprietà non può non esprimersi in merito: occorre indicare con chiarezza il progetto sportivo e il modello gestionale che si intende portare avanti e, soprattutto, qual è l’interesse che anima ancora gli attuali soci, o almeno quelli che possono tuttora definirsi tali, nel fare calcio a L’Aquila, anche alla luce delle gravi affermazioni dell’amministratore unico Ranucci sulla presunta situazione economica del club.

In mancanza di questa chiarezza e di una conseguente assunzione di responsabilità, il finale del film è purtroppo già scritto: quand’anche i risultati sul campo dovessero arridere ai colori rossoblù, si continuerà a navigare a vista senza una prospettiva definita e il rapporto con la ‘piazza’ aquilana finirà per risultare irrimediabilmente compromesso.

Alla luce di questa posizione, rappresentata di persona questo pomeriggio al presidente Corrado Chiodi, la nostra associazione si aspetta già nei prossimi giorni un intervento deciso da parte della proprietà, che dia un segnale chiaro all’interno e all’esterno del sodalizio rispetto alle criticità sollevate.

LA NOTA DELLA SOCIETA’

La piazza ci chiede a gran voce un intervento in merito ai comunicati usciti in questi giorni. Dopo una attenta riflessione e rilettura di ogni cosa, come società ci sembra opportuno fare, sperando che sia l’ultima volta, chiarezza su alcune questioni.

Innanzitutto occorre ribadire che mai la proprietà è stata così vicina al gruppo come in questa stagione e lo testimonia la quotidiana presenza sul campo nei vari allenamenti, nelle varie riunioni e anche nel tempo libero.

Va ribadito che, dopo l’amara retrocessione dello scorso anno per la quale abbiamo sempre ammesso di aver commesso degli errori, pensiamo di essere ripartiti con un progetto serio e valido stabilendo obiettivi e priorità e con l’intento, ovviamente, di vincere il campionato in corso, e il mercato invernale ne è la dimostrazione.

Vogliamo anche precisare che la nostra stagione sportiva non è compromessa né finita, a meno che non lo si voglia, ma non è certo questa la nostra volontà e dunque, per la restante parte di campionato, abbiamo chiesto massimo impegno sforzandoci noi per primi di garantire alla squadra la giusta serenità.

Spesso siamo stati accusati di scarsa comunicazione eppure, pur essendo in serie D, abbiamo cercato e questo ci viene riconosciuto anche dalle società che incontriamo ogni domenica, di mantenere una certa immagine e una organizzazione impeccabile, come se fossimo ancora in Lega Pro.

Quando ci si accusa di poca chiarezza e trasparenza non abbiamo ben compreso dove si voglia andare a parare: gli obiettivi sono stati dichiarati a inizio stagione e se non avessimo voluto vincere non avremmo mai investito altri fondi per prendere giocatori importanti.

In merito poi alle “parole” venute fuori in questi giorni occorre dire e lo ribadiamo con forza che la nostra società, anche se qualcuno pensa il contrario, è una società seria che sta mantenendo gli impegni presi con tutte le difficoltà che ogni azienda, anzi ogni famiglia, può avere in un momento delicato non solo per noi ma per l’economia della città in generale.

Come in ogni famiglia, perché noi siamo innanzitutto una famiglia composta da amici che condividono la stessa passione, ci possono essere delle incomprensioni, a volte dovute anche a incompatibilità caratteriali, ma per noi questo non è determinante per il proseguo della stagione in quanto faremo del tutto per riportare equilibrio e serenità in ogni singola componente.

Dispiace certamente di essere saliti agli onori della cronaca per una questione che, probabilmente, avremmo dovuto risolvere in casa nostra ma, essendo la storia venuta fuori comunque, era anche doveroso come società non insabbiare quanto accaduto.

Come proprietà saremo vigili e attenti affinché non si verifichi più nessuna situazione che possa in qualche maniera turbare e compromettere il raggiungimento dell’obiettivo da noi prefissato.

La nostra volontà è vincere, ovviamente, ma se questo non dovesse accadere subito, non nascondiamo la voglia di dare una continuità al progetto tecnico iniziale vista l’ossatura già presente che, ne siamo certi, è vincente.

Questo sempre rispettando la volontà di una piazza che più volte ci ha imposto come slogan: “o vincete o lasciate”.

In questo momento particolarmente delicato chiediamo a tutti coloro che credono nello stesso nostro sogno di non amplificare dettagli che possono solo far male a L’Aquila Calcio e di concentrarsi solo ed esclusivamente sulle 12 finali che di qui alla fine andremo ad affrontare. Forza L’Aquila!