L’AQUILA – “Se riuscirò a portare L’Aquila Calcio in Prima divisione, ci riuscirò da solo”.

È amareggiato il presidente rossoblù, Elio Gizzi, che, proprio come tanti suoi predecessori, sta facendo i conti con la “solitudine” di una squadra a cui la città va dietro solo quando vince.

“Nonostante i verdetti del Consiglio federale, abbiamo ancora speranze di essere ripescati e io ci voglio provare – spiega, all’indomani della mazzata uscita da via Allegri che ha ridotto le possibilità al lumicino – ma dovrebbe essere tutta la città a volerlo. Invece nessuno mi chiama”.Il riferimento non è ai tifosi: “Loro sono ambiziosi”.

Sul banco degli imputati si può inserire la città “che conta”: le banche, gli imprenditori, ma anche l’amministrazione comunale.

Anche se a oggi è improbabile, L’Aquila in linea teorica può tornare in terza serie dopo otto anni di assenza e purgatorio tra i dilettanti e la Seconda divisione dell’anno scorso.

“Nelle nostre stesse condizioni – afferma Gizzi – in altre piazze, penso a Chieti, o a Teramo, senza dire di Pescara, ci sarebbe molto più movimento. Io invece sono rimasto solo. È deprimente”.

Una delusione che, tuttavia, non pare scoraggiare più di tanto il numero uno della società di via Ulisse Nurzia.

“Se ci sono possibilità anche minime – afferma – bisogna provarci. Non ci fasciamo la testa, proviamo a fare le fideiussioni per la domanda (ne servono due da 600 mila euro più altri 200 mila a fondo perduto, ndr) e poi sarà la Lega a verificarle, come quelle delle altre squadre”.

Andare in Prima, una tentazione ghiotta per L’Aquila. “In vista della riforma dei campionati – ricorda Gizzi – in Prima divisione probabilmente non si retrocederà, potremmo fare un torneo tranquillo. E poi, grazie ai rapporti stabiliti nel post-terremoto con le grandi società, abbiamo molte promesse di giocatori talentuosi, ma solo se saliremo di categoria”.

Tutta un’altra musica rispetto all’ipotesi di rimanere in Seconda. “Dovremmo disputare un girone tosto – spiega il presidente – dalla Sicilia all’Emilia Romagna, e programmare un altro campionato di vertice, anche se verso la serie C unica credo basterebbe arrivare settimi per essere promossi”.

Due progetti tecnici completamente diversi. “Infatti – conclude Gizzi – anche il ds Ercole Di Nicola si sta barcamenando, in attesa di capire il da farsi, anche perché la differenza tra le due categorie è notevole: in Seconda Maurizio Ianni avrebbe grosse chance di essere confermato in panchina, così come molti giocatori, in Prima ci vorrebbero soluzioni più d’esperienza”.

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