L’AQUILA – Era l’una di notte quando è rincasato nel suo appartamento del progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo (L’Aquila).

Ad attenderlo una spiacevole sorpresa: una parte del soffitto del suo appartamento in cartongesso invaso dall’acqua, tanto da causare il distacco della cornice di legno della porta del bagno.

E come se non bastasse anche un corto circuito, ma c’era da aspettarselo: la plafoniera della luce trasformata in un acquario dall’aspetto minaccioso.

“Purtroppo devo segnalare un’ulteriore disfunzione – dichiara ad AbruzzoWeb l’ingegnere aquilano Filippo Caccia, inquilino dell’appartamento – che ho accertato alle ore 0,30 di oggi. Ho anche provveduto a inviare numerose segnalazioni agli enti comunali preposti agli interventi sui fabbricati, ma fino a ora solo risposte irritanti e evasive. Dopo un sopralluogo di alcuni tecnici del Comune, mi hanno detto che spetterebbe a me risolvere il problema. Ma non ci penso proprio!”.

Persino il pronto intervento dei Vigili del fuoco, che hanno potuto solo riparare nell’appartamento il corto circuito, non ha cambiato lo stato delle cose.

“Quando sono rientrato a casa pensavo si trattasse di una perdita di acqua proveniente dal piano superiore – precisa Caccia – e mi sono così rivolto all’inquilina che ci abita, perché convinto che il guasto venisse da lì. Mi ero sbagliato”.

“Ora, purtroppo, il problema rimane: la rottura di qualche tubo c’è e rimane. L’acqua continua a colare – commenta il ‘custode’ dell’immobile – e nessuno che si decida a intervenire, nonostante le mie insistenti, numerose e accorate segnalazioni. Su invito del Comune mi sono anche rivolto alla Manuntencoop, ma stiamo ancora aspettando che si faccia vivo qualcuno”.

“Al momento del corto circuito non potevo neanche collegarmi a Internet, impedendomi in questo modo di informare più nel dettaglio gli organi di stampa. Io vivo con mia moglie e mia figlia e adesso la situazione è diventata insostenibile: siamo molto preoccupati ma soprattutto increduli di fronte a tanta superficialità e indifferenza”, si lamenta.

Visitando l’appartamento della famiglia Caccia, scopriamo intanto altre sorprese: il pavimento del bagno sollevato e la tazza del water scollata da terra.

“Questo è un altro dei problemi irrisolti – conclude rammaricato Caccia – ma anche in questo caso non è mia intenzione risolverli. Non spetta a me, anche se è da giugno scorso che viviamo in queste condizioni. Il nostro sindaco ha dichiarato pochi giorni fa che il 2013 sarà l’anno della ricostruzione: gli consiglierei di non spenderli tutti quei soldi e di conservarne almeno una parte per risolvere anche problemi di questo tipo”.