L’AQUILA – “Il Tar Abruzzo ha obbligato il Comune a permettere di fare domanda per avere gli aiuti concessi dal Governo anche a famiglie non residenti, ma domiciliate in città da tempo per lavoro, studio od altro, ricordando al sindaco, Pierluigi Biondi, che non si può discriminare nessuna delle persone presenti a L’Aquila in questo periodo con le restrizioni a seguito del Covid 19″. 

Così Lelio De Santis, consigliere comunale dell’Aquila, capogruppo Cambiare insieme-Idv, che spiega: “Il Comune con la Delibera 211 del 4 aprile ha fatto bassa politica, fissando criteri discutibili e prevedendo una graduatoria, che umilia le tante famiglie bisognose, costrette a farsi misurare la povertà e la fame, con i fondi concessi dal Governo sulla base del solo criterio del bisogno urgente conseguente al Coronavirus”.

“Invece, solo oggi dopo 20 giorni, alla faccia dell’urgenza, è cominciata l’assegnazione dei buoni mensa agli aventi diritto che li attendevano già per Pasqua. Molte famiglie rischiano di non ottenere questi buoni spesa per insufficienza di fondi e questo sarebbe molto grave ed offensivo”. 

“Avevo suggerito di integrare la somma di 380 mila euro del Governo con fondi di bilancio al fine di soddisfare tutte le richieste, ma invano, perché conta più affermare la mazza del comando che il bisogno di chi ha fame! Una brutta pagina scritta da un’Amministrazione insensibile e verticistica”, conclude De Santis.