L’AQUILA – Si parla sempre più spesso di episodi di malasanità.
Invece quella che pubblichiamo di seguito è la nota di un nostro lettore, Franco Marulli, che racconta la sua positiva esperienza all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
Per una volta si parla della faccia buona del sistema sanitario, quella “umana” e che funziona.
LA LETTERA INTEGRALE
Sono stato ricoverato per quasi due mesi all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Un mese l’ho trascorso in Rianimazione in coma farmacologico e quasi un altro mese nel reparto di Pneumologia.
Sono rinato grazie all’impegno profuso intensamente, con costanza e amore, volontà e capacità, in due reparti di altissima eccellenza e qualità.
Seppure in una situazione difficile, di sofferenza, dal mio letto d’ospedale ho potuto cogliere la gentilezza e l’operosità sia del personale paramedico che di quello medico.
Vorrei ringraziare in particolar modo il primario del reparto di Pneumologia, il professor Alfeo Fiore Donati: nonostante la robusta corporatura possa trarre in inganno e far pensare a una personalità piuttosto burbera, ha sempre dimostrato una delicatezza e gentilezza nei confronti di tutti i pazienti davvero straordinaria.
Tutte le volte che lo vedevo entrare in stanza con la sua équipe, avvertivo di essere alla presenza di un fratello e amico, più che di un dottore. E come fosse un fratello, mano nella mano, con la sua professionalità mi ha portato, dall’essere vicino alla morte, al poter tornare a una vita normale.
Un ultimo ringraziamento va al reparto di Rianimazione: qui i medici prestano un’attenzione completa ed esclusiva non solo ai pazienti, che nella maggior parte dei casi la ricevono senza purtroppo esserne coscienti, ma anche ai familiari dei malati, che coscienti lo sono eccome.
Mi sento di dire con estrema convinzione a tutti i miei concittadini che nel momento di difficoltà ci si può affidare al nostro ospedale con fiducia e sicurezza. Si può stare certi di essere in buone mani.






