L’AQUILA – Cadute per buche, strade sconnesse e ghiaccio, così i cittadini chiedono i danni al Comune. Spesso si tratta di richieste di risarcimento che riguardano la precedente amministrazione ma il Comune dell’Aquila è dovuto correre ai ripari, schierando l’ufficio legale contro i ricorsi al tribunale civile e con la chiamata in causa delle assicurazioni.

Uno di questi ricorsi, come riportato dal Centro, è stato presentato per conto della signora Daniela Rampini che circa tre anni fa è caduta mentre camminava a piedi in via Strinella. La caduta le avrebbe provocato lesioni con danni valutabili in 21 mila euro. Un altro aquilano, Matteo Del Fabbro, ha presentato istanza al tribunale per sentir condannare il Comune per un incidente che gli è capitato quattro anni fa nel Parco del Sole con danni valutabili in 14mila euro.

Stesso discorso per un incidente avvenuto in inverno: la signora Nanda Ruscitti è scivolata su una strada comunale e causa di una lastra di ghiaccio non rimossa. C’è poi una sentenza, sempre per una persona che è caduta per strada a causa della neve: il tribunale ha condannato il Comune a pagare al signor Marcello Sparvoli la somma di 18mila euro oltre alle spese legali e agli interessi visto che il caso risale al 2015 e la sentenza è dello scorso anno. Di maggiore spessore la richiesta di danni avanzata da un altro cittadino, Mario Di Massimo, che ha avuto un incidente stradale nel luglio del 2015 all’altezza di via Cagnano provocato, molto probabilmente, dalla presenza di pietrisco e ghiaia sull’asfalto. I danni contestati superano 50mila euro. 

A controversie di questo genere, e non sono poche, se ne aggiungono molte altre, impossibile citarle tutte, riguardanti ciclisti caduti a causa dei binari della metropolitana di superficie soprattutto lungo via Amiternum. Non si tratta di incidenti gravi ma sono episodi frequenti.

L’ente locale è nei guai anche per iniziative della Gran Sasso Acqua e Anas. Un cittadino, Benedetto Petricca, aveva citato la Gsa per sentirla condannare a lavori di adeguamento per opere di canalizzazione e scolo di acque in relazione ad altri fatti. La Gsa si è sentita in dovere, per ragioni di competenze, di chiamare in causa lo stesso Comune che si ritrova nel giudizio. Stesso discorso con l’Anas che è stato citato da due residenti di Sassa, Francesca e Riccardo Gazzetta per supposti danni alle loro abitazioni per 24mila euro in seguito a lavori stradali dell’Anas con susseguenti infiltrazioni.