L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila investirà 147 mila euro da destinare, una tantum, a 240 nuclei familiari che hanno bisogno di aiuti economici.
È quanto annunciato questa mattina da Stefania Pezzopane, assessore alle Politiche sociali , entusiasta per l’iniziativa ma amareggiata per la grave situazione in cui versano le famiglie aquilane.
“L’emergenza sociale in cui si trova la nostra città è gravissima – ha esordito – in seguito al periodo di crisi che sta portando la perdita dei posti di lavoro: è aumentata la richiesta di aiuti economici e ogni giorno vengono persone e famiglie e farci vedere le bollette, spiegandoci di non poterle pagare”.
“In Comune abbiamo ‘raschiato il fondo del barile’ e tagliando qui e lì siamo riusciti a mettere insieme una piccola somma da destinare a chi ne ha più bisogno”, ha poi aggiunto.
Famiglie numerose con minori, giovani coppie con lavoro precario, persone con problematiche alloggiative, categorie protette, capi famiglia espulsi dal lavoro e persone con bassi livelli culturali o assenza di qualifiche personali spendibili sul mercato, sono le categorie che beneficeranno del bonus, somma una tantum che verrà rilasciata a partire da questo fine settimane ai 240 nuclei familiari che durante tutto l’anno hanno fatto esplicita richiesta agli sportelli del Comune.
Su 260 domande conplessive, la domanda è stata accettata a 240, escludendo chi già aveva usufruito di altri aiuti. Per dare qualche numero: 62 richieste da parte di “persone sole” che riceveranno 350 euro ciascuna, genitori soli con uno o più figli, sono stati 80, che riceveranno somme che si aggirano tra i 600 euro e i 1000, a seconda dei casi. Le richiesta pervenute da coppie con uno o più di un figlio sono state 88, che avranno un bonus che oscilla tra i 400 e gli 800 euro.
“Abbiamo preso in considerazione famiglie che hanno una soglia di reddito annuo inferiore ai 10 mila euro annui – ha spiegato la Pezzopane – ma ne sono state annoverate alcune che hanno anche un reddito pari a zero o che hanno persone con particolari patologie”.
L’assessore non ha risparmiato critiche alla Regione Abruzzo, che a suo dire “ha avuto un atteggiamento scorretto, togliendo dai piani sociali gli strumenti dell’inclusione sociale, proprio nel 2011, penalizzando le aree più in difficoltà. Tra cui, appunto, L’Aquila”.
“Come se non bastasse – ha sostenuto ancora – dal 1° gennaio 2013, tutti i precari del Comune che si occupano del sociale, tra cui figure professionali di basilare importanza come psicologi, educatori e assistenti sociali andranno a casa. E dal ‘concorsone’ non usciranno persone con profili simili a questi”.
Insieme a lei c’era anche Patrizia Del Principe, dirigente del servizio delle Politiche sociali, che ha rimarcato l’essenzialità del bonus per l’inclusione sociale delle persone più disagiate “perché non riescono neanche a soddisfare le primarie necessità quotidiane”.
“Le figure professionali che verranno a mancare si occupano di pratiche che prendono tempo e spazio – ha concluso – instaurando rapporti di fiducia con le persone, cercando di far emergere i disagi più evidenti. Tutti elementi fondamentali per il buon andamento del settore, che in questo modo rischiamo di perdere”.
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| fonte: Comune dell’Aquila |






