L’AQUILA – Pugno duro del Comune dell’Aquila con i morosi degli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e., ma anche un nuovo e più equo criterio per calcolare le bollette in arrivo, che tenga conto dei metri quadri, e faccia una media tra gli appartamenti dove maggiore è il consumo, perché mal costruiti, e quelli più economici, e consideri anche la qualità e i metri quadrati.
Lo conferma l’assessore Lelio De Santis, nell’esporre il senso della delibera di Giunta approvata il 4 luglio e che fissa le linee guida di un nuovo regolamento condominiale per il pagamento delle bollette del gas e della corrente elettrica di uso comune, relative al periodo che va dall’aprile 2013 al giugno 2014, che ammontano già a 4,5 milioni di euro da riscuotere.
Per le bollette precedenti il Comune prosegue invece sulla strada della riscossione forzata dei circa 9 milioni di euro mancanti, e gli 882 inquilini morosi totali che si sono visti recapitare diffide di sfratto hanno 10 giorni di tempo per mettersi in regola, versando quanto dovuto a rate che vanno dalle due tranche, se l’importo è compreso tra i 300 e 600 euro, fino a 18 rate se l’importo supera i 2.500 euro.
Dopo i morosi totali, saranno chiamati a regolarizzare la propria posizione i morosi parziali, per un totale di circa 1.500 nuclei familiari.
“Con chi non paga saremo inflessibili, e lo sfratto sarà inevitabile – conferma De Santis – avremo un occhio di riguardo solo nei confronti di coloro che dimostreranno di avere un reddito inferiore agli 8 mila euro, e in quel caso sarà il Comune a contribuire al pagamento delle utenze. Registriamo con soddisfazione che con questa stretta stiamo recuperando quasi metà dei circa circa 9 milioni di euro che dobbiamo dare all’Enel”.
Ora, però, ci saranno nuove regole, in corso di redazione, che partono da un presupposto, sollecitato anche dai comitati degli sfollati del progetto C.a.s.e.: ci sono appartamenti ben coibentati e altri costruiti male, dove i consumi, in particolare per il riscaldamento, sono molto più elevati.
Alcune piastre hanno infatti un consumo pari a 80 mila l’anno, altre a 40 mila euro. Infine gli appartamenti al pianterreno consumano in media il 43% del consumo totale dell’intero stabile, perché poste a diretto contatto con la piastra antisismica dove si registrano forti dispersioni di calore.
E allora l’idea è quella di fare una media tra i consumi di tutti gli appartamenti di tutti i quartieri C.a.s.e. per ripartire in modo equo i costi tra inquilini che abitano in appartamenti più “dispendiosi” e in quelli più “economici”, tenendo poi conto del consumo storico e dei giorni di occupazione, di ciascun appartamento, dei metri quadri.
Con questi criteri sarà possibile redigere tabelle millesimali, come avviene in tuti condomini, per le spese centralizzate, che rappresentano le quote di proprietà nel condominio, espresso come rapporto fra il valore di ciascuna unità ed il valore dell’intero edificio.
“Il nuovo regolamento – spiega De Santis – andrà in Consiglio per l’approvazione nelle prossime settimane, e con esso risolveremo finalmente alla radice i problemi che abbiamo avuto con la lettura dei contatori, di cui a oggi 400 sono mal funzionanti, e in particolare con le giuste rimostranze di cittadini che abitano in appartamenti costruiti male e al pian terreno che si sono trovati a pagare bollette del gas molto più salate”. Filippo Tronca



