L’AQUILA – Ancora un altro caso di malasanità segnalato ad AbruzzoWeb.

A poche ore di distanza dalla pubblicazione sul nostro giornale del caso delle sei ore di attesa per una visita al pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, segnalata dalla signora Filomena Di Nisi, un cittadino aquilano, Luciano Lepidi, ci ha segnalato la sua disavventura al pronto soccorso pediatrico.

“Vi chiedo gentilmente di raccontare o riportare quello che vi ho scritto – ci scrive – dal momento che io come la signora Di Nisi, o meglio i nostri figli, ci siamo ritrovati abbandonati e scherniti da quei punti cardini e insormontabili che la società dovrebbe garantire”.

“La settimana scorsa a mio figlio, un bimbo di quasi 8 mesi – racconta il nostro lettore – pulsava in maniera fortissima (tanto da poter vedere il movimento dei capelli) la fossetta sulla testa,dopo una prima visita della nostra pediatra (che ringrazio per la sua disponibilità e professionalità) ci siamo recati dietro sua prescrizione al pronto soccorso pediatrico del San Salvatore di L’Aquila per analisi più approfonditi (una semplice ecografia) che scongiurasse qualsiasi complicazione per il bambino”.

“Dopo un’ora di attesa – prosegue – ci viene detto con boria ed atteggiamenti indisponenti dalla dottoressa responsabile in quel momento che quello non è il luogo giusto per queste cose, che il pediatra non doveva mandarci da loro e che se proprio insistevamo per far visitare il bambino lo avrebbero ricoverato per una ventina di giorni e quando possibile avrebbero eseguito l’ecografia!”.

“Io e mia moglie siamo rimasti senza parole – conclude con amarezza il papà del bimbo – e cosa ancora più grave è che il bambino non è stato degnato neanche di uno sguardo per constatare il suo reale stato di salute. A quel punto ci siamo recati presso uno studio privato per effettuare l’indagine che fortunatamente a smentito ogni possibile complicazione, ovviamente a pagamento”.