L’AQUILA – Un semplice colloquio di lavoro può trasformarsi in una beffa proprio sul finale?

A  quanto pare, sì.

È la disavventura capitata all’Aquila a una ventina di persone che hanno partecipato circa un mese fa alla selezione per operatori call center. Chi si è occupato della selezione del personale è la Globe Network, società che gestisce la commessa call center per la compagnia telefonica “3” .

La società, in sede di colloquio, si era impegnata ad assumere direttamente gli idonei con un contratto a tempo determinato della durata di 8 mesi e regolare inquadramento all’interno del contratto collettivo nazionale delle telecomunicazioni. Un impiego, seppur a tempo determinato, rappresenta pur sempre un’opportunità da non lasciarsi sfuggire di questi tempi.

Tutto sembra scorrere normalmente: corso di formazione di quattro settimane per otto ore al giorno, affiancamento con operatori call-center e infine arriva il tanto atteso giorno della firma del contratto.

Poi, però, si materializza una brutta sorpresa.

Senza alcun preavviso, la Globe Network comunica il cambio di programma: il contratto verrà firmato con una cooperativa milanese, la Handling, con cui la Globe Network pare avesse preso degli accordi già da tempo all’insaputa dei futuri lavoratori, e durerà un solo mese.

Se il rinnovo ci sarà potrà essere unicamente con la formula di “mese in mese”, il contratto potrà cessare in qualunque momento, senza alcun vincolo da parte della cooperativa e di conseguenza senza nessuna tutela per il lavoratore. Diverse anche le modalità di gestione contrattuale da parte della cooperativa milanese: niente più contratto collettivo nazionale, 7 euro lorde l’ora, niente ferie, né riduzione dell’orario di lavoro (rol), né malattie pagate.

“Bisogna attenersi a ciò che dice l’azienda”, sarebbe stata la spiegazione di Globe Network agli aspiranti lavoratori, “non dobbiamo rendere conto a nessuno delle nostre decisioni interne”.

A questo punto, chi aveva avuto il miraggio di lavorare per otto mesi, con un contratto a tempo determinato e con un serio inquadramento lavorativo si è ritrovato a dover firmare comunque le nuove condizioni per evitare di perdere l’unico rimborso disponibile per il corso di formazione.

Un’amara sorpresa per i giovani aspiranti lavoratori, una vicenda che lascia l’amaro in bocca per le modalità di trattamento delle persone in cerca di un lavoro e di una parvenza di stabilità. (r.s.)