L’AQUILA – Vittorio Sgarbi, il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca e il direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo, Fabrizio Magani, saranno all’Aquila il 30 agosto per capire qual è la situazione dei beni archittetonici delle piccole frazioni e i comuni aquilani, esclusi dalla cosidetta legge Barca.

“Quando uscì il maxi emendamento, Vittorio Sgarbi rimase molto perplesso, perché in questo modo rischia di venire cancellata gran parte del territorio aquilano, quello del patrimonio architettonico”.

Sono queste le parole di Adreina Pellegrini,  ex collaboratrice per la struttura commissariale di Luciano Marchetti, che spiega ad AbruzzoWeb i motivi della visita di Barca, Magani e Sgarbi.

Il maxi emendamento prevede la destinazione di fondi dedicati alla ricostruzione, solo ed esclusivamente alla seconde case del centro storico dell’Aquila, il che, di fatto, lascerebbe abbandonate a loro stesse tutte le seconde case delle piccole frazioni e dei comuni aquilani.

“Per questo motivo il 30 agosto saranno all’Aquila. Inoltre – continua la Pellegrini – rischiano di andare persi tutti quei palazzi che connotano la nostra regione e che non sono vincolati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac), che costituiscono il nostro patrimonio culturale”.

“Si parla di edifici quali palazzo Palitti a Poggio di Roio, palazzo Piccioli di Carapelle di Calvisio e il borgo di Arischia – puntualizza la ex collaboratrice del Mibac – che sono rimasti integri fino al giorno del sisma, e che, insieme agli edifici minori che fanno da contorno, costituiscono la ricchezza del borgo. Se perdessimo questi tesori, perderemo anche gran parte del turismo ad esso legato; è il caso di Stiffe, per esempio, e l’indotto che ha grazie alle grotte”.