L’AQUILA – Slitta l’uscita dei primi 20 milioni di euro destinati a coprire 400 richieste nell’ambito del bando “Fare Centro”, finanziato con il 4% dei fondi per la ricostruzione dell’Aquila, che prevede aiuti a fondo perduto per chi si reinsedia nel centro storico o decide di aprire una nuova attività.

La pubblicazione era stata annunciata per il mese di gennaio e invece ieri è stato annunciato lo scivolamento di un mese o 2 in occasione di un evento pubblico dedicato a comunicazione e start-up svolto nella sede dell’Ance “Comunicare e innovare l’eccellenza per sconfiggere gli stereotipi”.

Antonio Mancini, funzionario della segreteria del vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, colui che di fatto ha seguito passo dopo passo il provvedimento, come riporta il quotidiano Il Messaggero ha spiegato che solo martedì scorso la delibera Cipe del 10 agosto, in cui sono inseriti 20 milioni per questa misura, è stata bollinata dalla Corte dei conti.

“Non riesco a dare una data precisa per l’arrivo dei fondi, ma credo sia necessario attendere fra i 30 e i 50 giorni per la pubblicazione in Gazzetta”, ha ipotizzato. Una deadline che andrà a cadere nelle vicinanze delle elezioni amministrative.

Proprio ieri a Roma si è tenuto il Comitato di indirizzo relativo all’utilizzo dei fondi del 4% della ricostruzione, circa 220 milioni da spalmare in un quinquennio.

Il bando “Fare Centro” fa parte di una delle sei linee di intervento. Saranno messi a bando i primi 20 milioni di euro che potranno soddisfare 400 operatori con una spesa ammissibile minima di 20 mila di euro in de minimis al 70%.

Sarà possibile ammettere spese e costi di gestione come locazioni e utenze fino a 18 mesi consecutivi. Potranno essere conteggiati i costi sopportati dal primo gennaio 2014.

Questo il massimo della retroattività concessa. Rispetto a quanto stabilito in origine, l’erogazione dei fondi non sarà a sportello, ma sarà stilata una graduatoria.

Le linee di intervento sono tre: le micro imprese presenti nel centro storico dell’Aquila e sull’intero territorio dei comuni del cratere al 2009; le micro imprese di nuovo insediamento che abbiano avviato l’iter all’uscita del bando e infine: la ricollocazione o riqualificazione di imprese che fino al 2009 erano in centro e poi si sono spostate in aree interessate da interventi di riqualificazione urbana come per esempio lungo il viale della Croce Rossa.

Nell’ambito delle spese ammissibili non è chiaramente contemplato l’acquisto di immobili. Ammessi invece i canoni, il costo del lavoro e le utenze.

Sempre Mancini ha fatto cenno ai criteri di valutazione spiegando che avranno pesi maggiori nella graduatoria: l’abbandono dei manufatti in deroga, la previsione di elementi di decoro urbano, il cofinanziamento da parte di privati; la presenza di donne e portatori di handicap.

Non potranno fruire dei fondi le imprese che hanno già ottenuto risorse da Invitalia. Nella stessa delibera Cipe sono anche inseriti 15 milioni per il rifinanziamento della legge 181 e 10 milioni per il turismo.

A questo proposito Mancini ha riferito che sono stati ammessi i primi 4 progetti sul turismo a fronte di 250 presentati.